“Il Padrino dell’Antimafia” è questo il titolo dell’ultimo libro del noto giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni che verrà presentato mercoledì sera dall'autore stesso a Modena, ospite dell'associazione culturale L'asino che vola. La presentazione si terrà mercoledì all'Ovestlab di via Nicolò Biondo alle 21 e Bolzoni sarà intervistato dal giornalista della Gazzetta di Reggio Lorenzo Tidona.
Un libro che racconta la storia di Antonello Montante, 'imprenditore siciliano nel cuore di un boss di Cosa Nostra che diventa misteriosamente il faro della Antimafia italiana. Con la complicità di ministri dell'Interno e alti magistrati, di spie e generali, Calogero Antonio Montante in arte Antonello è il personaggio che più di ogni altro segna l'oscura stagione delle 'mafie incensurate' che dettano legge dopo le stragi del 1992. Simbolo della legalità per Confindustria e a capo di una centrale clandestina di spionaggio, fra affari e patti indicibili la sua storia fa scorgere un pezzo d'Italia con il sangue marcio'. Il libro, uscito pochi giorni fa con ‘Zolfo Editore’, offre una lettura dettagliata e senza filtri della antimafia oggi, con gli occhi di uno dei più grandi giornalisti italiani che si è occupato di criminalità organizzata.
Nel libro di Bolzoni al capitolo 'Una docile Antimafia', ci si sofferma in modo dettagliato sul ruolo di Libera di don Luigi Ciotti e viene citato anche il caso modenese che riguarda Prima Pagina, il giornale chiuso improvvisamente tre anni fa edito da Piacentini Editore. Giornale diretto dall'attuale direttore de La Pressa, Giuseppe Leonelli.
Parlando de 'L'antimafia che perde la sua libertà', Bolzoni cita infatti due 'eretici per l'Antimafia dei predicatori': Francesco Forgione, ex presidente della Commissione parlamentare contro il crimine organizzato, e il giornalista Giacomo Di Girolamo. 'Il primo perchè nel suo volume 'I tragediatori, la fine dell'antimafia e il crollo dei suoi miti' dedica un capitolo a Libera intitolandolo 'la verginità perduta' (e guadagnandosi la scomunica di Don Ciotti come è accaduto a Franco La Torre) e un altro all'inganno siciliano di Confindustria. Giacomo Di Girolamo invece ha firmato 'Contro l'antimafia' raccontando che oggi comanda una oligarchia e chiunque osi metterla in discussione viene tacciato di complicità mafiosa'.
'Fra chi accusa di favoreggiamento gli altri ci sono spesso anche coloro i quali non hanno mai pronunciato il nome di Montante neanche per sbaglio in questi ultimi anni' - scrive Bolzoni che cita appunto la storia modenese.
'Cominciamo da Modena - scrive Bolzoni - un paio di anni fa il giornalista Giuseppe Leonelli, scrive sul quotidiano Prima Pagina di una serie di incarichi e ricche consulenze che avrebbe ricevuto l'avvocato Enza Rando (nella foto), numero 2 di Libera, dalla politica targata Pd nella provincia di Modena e dalla Regione Emilia Romagna.



