Un 18enne egiziano appena arrivato a Modena per raggiungere il fratello maggiore, è stato pestato brutalmente da due coeatanei tunisini in pieno centro: la vittima ha subito una lesione permanente del timpano. L'aggressione è avvenuta in via Scudari alle 23 di due giorni fa e sarebbe scaturita da uno sguardo date alle fidanzate dei due aggressori. Il 18enne egiziano una volta a terra è stato preso a calci dai due tunisini. E’ stata una pattuglia della polizia di Stato a trovarlo a terra e a soccorrerlo, per lui, dopo il ricovero al Policlinico, una prognosi di trenta giorni.
'Quanto avvenuto nel cuore di Modena, in via Scudari, la scorsa sera è un episodio gravissimo, che non può lasciarci indifferenti - ha dichiarato il responsabile Sicurezza del Partito Democratico cittadino Stefano Manicardi - a un ragazzo di appena 18 anni, arrivato a Modena da poche ore per raggiungere il fratello, è stata inflitta un'aggressione violenta e, secondo quanto riferito, una lesione permanente all'udito. A lui e alla sua famiglia va innanzitutto tutta la nostra solidarietà e totale vicinanza. La violenta aggressione, avvenuta senza alcun motivo, è un fatto che deve essere perseguito con la massima fermezza, nessuno deve avere paura di camminare per le strade della propria città, tanto meno un ragazzo che arriva a Modena per lavorare e costruirsi una vita.
La sicurezza non può essere un tema da agitare soltanto quando serve a fare polemica politica, ma è un diritto concreto delle persone e deve essere garantito a tutti, indipendentemente dalla loro origine o dalla loro condizione sociale - sottolinea - proprio per questo episodi come questo vanno condannati senza ambiguità'.'Allo stesso tempo però dobbiamo interrogarci su come prevenire episodi di violenza tra giovanissimi - ricorda il dem - non basta intervenire quando il danno è già stato fatto, ma servono presenza sul territorio, controllo delle aree maggiormente frequentate, educazione alla legalità, politiche giovanili e un lavoro costante con le famiglie, la scuola, i servizi e le realtà associative. Sicurezza e prevenzione non sono alternative, ma devono procedere insieme, combattendo la cultura dell'odio e della violenza come strumenti per la gestione dei rapporti con gli altri. Modena deve continuare ad essere una città nella quale chi arriva trova una comunità capace di accogliere, ma anche una città nella quale chi commette violenza sa che ne dovrà rispondere - afferma Manicardi - accoglienza e legalità non sono concetti contrapposti ed è proprio il rispetto delle regole che permette a una comunità di essere realmente inclusiva e sicura.

