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Modena, sequestro da 2,3 milioni a società di abbigliamento

Modena, sequestro da 2,3 milioni a società di abbigliamento

L'accusa è quella di concorso, di indebita percezione di erogazioni pubbliche, malversazione, bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito


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Dal 26 giugno ad oggi la Guardia di Finanza di Modena ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo da oltre 2,3 milioni di euro, emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Modena nei confronti dell’Amministratore unico, del Direttore Generale e del Responsabile Finanziario di una società, ora in fallimento – facente parte di un gruppo multinazionale, con al vertice una società cinese, operante nel settore del commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento per bambini, concessionaria di noti marchi. L'accusa è quella di concorso, di indebita percezione di erogazioni pubbliche, malversazione, bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito.

Il provvedimento cautelare è stato emesso all'esito di un'articolata attività d'indagine, coordinata da questa Procura e condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena a partire dal mese di settembre 2021.
In particolare, l’indagine ha avuto origine da una segnalazione del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, relativa alla percezione da parte della società di un finanziamento di 3 milioni di euro garantito da SACE Spa, società controllata al 100% dal Ministero dell'economia e delle finanze, finalizzato ad assicurare in quel momento liquidità alle imprese in Italia colpite dalle conseguenze economiche negative della pandemia.
Le indagini svolte hanno
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consentito di rilevare che gli indagati, mediante la produzione di documentazione falsa e attestante informazioni non veritiere sulla situazione finanziaria delle società del gruppo di appartenenza, riuscivano a far percepire alla società un finanziamento erogato da un istituto di credito con la garanzia di SACE Spa.

La società, dopo aver ottenuto indebitamente i 3 milioni di euro, ha impiegato gran parte della somma per finalità difformi da quanto previsto dal decreto liquidità, tra cui spese connesse alla chiusura della società stessa; inoltre, i più ampi approfondimenti svolti sui conti correnti societari hanno fatto emergere operazioni distrattive per oltre 6 milioni di euro attuate mediante bonifici privi di giustificazione a favore della controllante francese, che versava in una situazione di difficoltà finanziaria, nonché attraverso spese personali effettuate a mezzo carta di credito dall’Amministratore unico.
In esecuzione della misura cautelare reale emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Modena sono state sottoposte a sequestro preventivo disponibilità finanziarie e immobiliari per quasi 1,5 milioni.
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