Tra coloro che dovranno difendersi nel rito ordinario di primo grado ci sono tra gli altri il giornalista Marco Gibertini (già condannato nel processo Aemilia), l'imprenditore ex titolare della Reggiana Gourmet Mirco Salsi- a cui non è più contestata l'aggravante del carattere transnazionale dell'associazione a delinquere- e altri nomi noti emersi nelle recenti inchieste contro la 'ndrangheta come Omar Costi e Giuliano Debbi. Per il suo avvocato è scagionato da tutte le accuse anche Gianluca Salsi, figlio di Mirco. Con l'udienza di questa mattina si arriva ad un primo punto fermo nella complessa vicenda giudiziaria scaturita da un'operazione delle forze dell'ordine del 2014 su un presunto giro milionario di false fatturazioni, commesse tra il 2011 e il 2013 a Reggio e all'estero, che avrebbe generato un'evasione fiscale per 33 milioni. Un caso clamoroso che aveva coinvolto alcuni professionisti in vista della città e aveva fatto emergere un tipo di reato, quello delle false fatture, al tempo semisconosciuto all'opinione pubblica.
Octopus, assolti giornalista Fangareggi ed ex presidente Cna Dallari
Stesso verdetto anche per Roberto Lodesani. I tre erano gli unici dei 34 indagati nell'ambito dell'inchiesta Octpus che hanno optato per il rito abbreviato
Tra coloro che dovranno difendersi nel rito ordinario di primo grado ci sono tra gli altri il giornalista Marco Gibertini (già condannato nel processo Aemilia), l'imprenditore ex titolare della Reggiana Gourmet Mirco Salsi- a cui non è più contestata l'aggravante del carattere transnazionale dell'associazione a delinquere- e altri nomi noti emersi nelle recenti inchieste contro la 'ndrangheta come Omar Costi e Giuliano Debbi. Per il suo avvocato è scagionato da tutte le accuse anche Gianluca Salsi, figlio di Mirco. Con l'udienza di questa mattina si arriva ad un primo punto fermo nella complessa vicenda giudiziaria scaturita da un'operazione delle forze dell'ordine del 2014 su un presunto giro milionario di false fatturazioni, commesse tra il 2011 e il 2013 a Reggio e all'estero, che avrebbe generato un'evasione fiscale per 33 milioni. Un caso clamoroso che aveva coinvolto alcuni professionisti in vista della città e aveva fatto emergere un tipo di reato, quello delle false fatture, al tempo semisconosciuto all'opinione pubblica.
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