Vi è anche un terzo indagato che collaborava all'attività di vendita della società per il quale si procede in stato di libertà per i medesimi reati.
L'indagine, iniziata nel 2019, riguarda una concessionaria aperta a fine 2018 a Savignano.
Il 28enne e il 34enne dopo aver preso in locazione un immobile a Savignano appunto a fine 2018, avevano allestito un autosalone esponendovi numerose vetture, anche di alta cilindrata, poste in vendita a prezzi altamente concorrenziali.
Trentasette le persone offese le quali avevano sottoscritto contratti di acquisto dei veicoli, in alcuni casi anche dopo averli provati, ricevendo copia del contratto e della carta di circolazione. Le indagini hanno accertato che i venditori avevano ricevuto i pagamenti dai clienti truffati mediante bonifici sui conti correnti intestati alla società le cui coordinate bancarie venivano fornite ai clienti dopo aver ricevuto ingenti caparre in contanti al momento della conclusione dell'accordo di vendita. Dopo aver concordato con tutti i clienti la consegna dei veicoli per una data successiva al 20 gennaio 2019, gli indagati hanno repentinamente chiuso la concessionaria rendendosi irreperibili dopo aver nascosto le vetture.
A quel punto la procura di Modena ha chiesto il fallimento della società contestando il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione documentale e agli amministratori di essersi appropriati di 445 mila euro bonificati dai clienti-vittime. I conti correnti della società, sui quali sono stati trovati 60mila euro, sono stati sequestrati.
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