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Traffico di migranti, sgominata banda carpigiana

Traffico di migranti, sgominata banda carpigiana

Fino a 5mila euro per arrivare come clandestini in Italia e nel nord europa. Tra gli arrestati, il 45enne italiano proprietario di un bar di Carpi


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Questa mattina i carabinieri di Carpi, su ordine di custodia cautelare emessa dal Gip  del tribunale di Bologna su richiesta dei PM Stefano Orsi e Giuseppe Amara, hanno arrestato cinque persone, tutte residenti a Carpi, accusate di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata all'ingresso illegale e al trasporto di cittadini stranieri nel territorio italiano e nel resto d’Europa. Italia, ma anche Austria, Germania e Slovenia le destinazioni da raggiungere dietro pagamento di somme oscillanti tra i 3.000 e i 5.000 euro a persona, in caso di trasporto più frequente in Italia, o di somme maggiori in caso di quelle più lontane.



Il gruppo, costituito da quattro italiani e due turchi, avrebbe organizzato almeno una dozzina di viaggi procurando così l’ingresso illegale in Paesi europei di decine di persone tra l’agosto 2018 – mese in cui le indagini hanno avuto inizio – e il febbraio 2019; in alcuni casi ci sarebbero stati anche viaggi «di ritorno» di stranieri irregolari all’interno del territorio italiano.



Tra gli arrestati, il 45enne italiano Antonino Calabrò, nato a Taurianova, residente a Gioia Tauro ma domiciliato a Carpi, proprietario di un bar di Carpi, ritenuto la 'mente' del gruppo ed uno degli organizzatori materiali dei viaggi che avvenivano principalmente su tre tratte: dalla Turchia verso la Grecia e poi lungo l’Italia o la dorsale adriatica con direzione nord Europa.

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Suo 'braccio destro' nell'organizzazione è ritenuto essere un 39enne turco, Sayman Ramazan, sempre residente a Carpi, promotore dell’associazione e beneficiario diretto degli illeciti profitti a cui era devoluto il compito di reclutare gli irregolari da trasportare, dare direttive agli autisti e agli accompagnatori per i viaggi e la raccolta del denaro, fissare le tariffe per le persone trasportate, ordinare il recupero delle quote, munire i migranti di documenti falsificati, validi per la libera circolazione in area Shengen. Insieme a loro sono stati arrestati gli autisti e gli accompagnatori, tutti di Carpi.

L'elenco degli arrestati

Antonino Calabrò nato a Taurianova di Reggio Calabria nel '73 domiciliato a Carpi

Sayman Ramazan, nato a Yazir (Turchia), residente a Carpi

Anderson Borghi, nato in Colombia, residente a Carpi

Salvatore di Clemente, nato a Santa Margherita di Savoia di Foggia, residente a Carpi

Francesco Giampietro, nato a Stigliano (Matera), residente a Trebisacce di Cosenza

Tarhan Celil, nato in Turchia residente a Rio Saliceto



La maggior parte dei migranti trasportati veniva «agganciata» tramite contatti diretti con connazionali e raccolta prevalentemente intorno al valico greco di Kakavia, per poi essere spesso concentrata

in abitazioni adattate a dormitori di fortuna nelle notti di vigilia dei viaggi nei pressi del porto turistico di Atene o di Igoumenitsa, a ridosso del confine albanese, dove le persone erano indirizzate e sostavano prima della partenza. In programma vi era anche il trasporto di circa trenta migranti con un peschereccio ormeggiato a Trebisacce (CS). Nel corso dell’indagine si anche è registrata una proficua collaborazione con le autorità greche grazie alla quale, nel mese di ottobre 2019, la polizia ellenica ha messo fine ad uno dei tanti viaggi della speranza organizzati dai cinque. Nell’occasione uno degli autisti – un 23enne carpigiano – è stato arrestato nel porto di Igoumenitsa mentre, assieme a quattro migranti, era in attesa di imbarcarsi sul traghetto che li avrebbe portati a Bari.

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