'In questo modo sarà consentito un rafforzamento dell’azienda mediante la gestione del servizio rifiuti di tutta la Bassa modenese e delle reti idriche di tutta la provincia di Modena. Aimag inoltre avrà le risorse per nuovi investimenti e prospettive di crescita industriale, ma soprattutto manterrà l’attuale occupazione e l’indotto generato nel territorio. Una scelta improntata al realismo alla luce della situazione attuale di Aimag. Certo – prosegue il primo cittadino di San Felice – tutti gli accordi sono perfettibili, ma ritengo che quanto ottenuto dai sindaci farà sopravvivere l’azienda e le darà una prospettiva futura, tutta da costruire, sulla quale noi primi cittadini saremo chiamati a vigilare in maniera attenta. Il percorso del progetto di rafforzamento tra Aimag e Hera non si ferma ai Consigli comunali. Il documento approvato dovrà infatti essere inviato per verifiche dai Comuni alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato'.
Aimag nelle mani di Hera, anche il sindaco di San Felice Goldoni ha cambiato completamente idea
'A mio parere l’accordo raggiunto era quello più realistico'. In campagna elettorale promise di battersi per mantenere il controllo pubblico di Aimag
'In questo modo sarà consentito un rafforzamento dell’azienda mediante la gestione del servizio rifiuti di tutta la Bassa modenese e delle reti idriche di tutta la provincia di Modena. Aimag inoltre avrà le risorse per nuovi investimenti e prospettive di crescita industriale, ma soprattutto manterrà l’attuale occupazione e l’indotto generato nel territorio. Una scelta improntata al realismo alla luce della situazione attuale di Aimag. Certo – prosegue il primo cittadino di San Felice – tutti gli accordi sono perfettibili, ma ritengo che quanto ottenuto dai sindaci farà sopravvivere l’azienda e le darà una prospettiva futura, tutta da costruire, sulla quale noi primi cittadini saremo chiamati a vigilare in maniera attenta. Il percorso del progetto di rafforzamento tra Aimag e Hera non si ferma ai Consigli comunali. Il documento approvato dovrà infatti essere inviato per verifiche dai Comuni alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato'.
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