In campagna elettorale i candidati sindaci del centrodestra avevano giurato e spergiurato che si sarebbero battuti fino all'ultima goccia di sangue per evitare la svendita di Aimag, con tanto di cartelli e conferenze stampa unitarie (foto sopra). A un anno di distanza il capofila di quei sindaci, Letizia Budri sostenuta a Mirandola da Lega, Fdi e Fi, vota il piano per la cessione a Hera. Così, senza colpo ferire, in un profluvio verboso di parole che smentisce tutto e seppellisce ogni coerenza e ogni credibilità politica: a Mirandola il centrodestra di Governo approva e il Pd all'opposizione si pone sulle barricate.
A Carpi, altro Comune capofila, lo schema si replica a parti invertite. Qui governa il Pd della giunta Righi e infatti ieri sera i Dem hanno approvato il passaggio a Hera, smentendo i colleghi Dem mirandolesi, col centrodestra (Lega-Fdi-Fi) - lo stesso che a Mirandola ha votato a favore - che si è espresso convintamente per il no, col consigliere regionale Arletti a cercare di giustificare l'ingiustificabile. Stessa cosa a Concordia, stessa cosa a Novi di Modena, stessa cosa a Bastiglia (dove si voterà lunedì). In mezzo Avs che a Carpi pilatescamente si astiene garantendo però massimo sostegno a Rghi, così per non disgustare nessuno, tanto il loro voto conta come un bicchiere d'acqua gettato sull'asfalto in una giornata di agosto e le delibere passano lo stesso.
Aimag non è più pubblica, un'azienda che ha fatto la storia del territorio, che ha rappresentato l'utopia di un servizio dei cittadini per i cittadini svincolato dal mero profitto, viene fagocitata sull'altare della grande finanza, dei lustrini e paiettes di Heravigliosa.
Va così. E la cosa ancor più triste è che tra 4 anni, quando gli stessi partiti che hanno smentito se stessi, prometteranno altre battaglie per strappare un voto in più, i cittadini li voteranno dimenticando l'insulto subito.
Giuseppe Leonelli

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