'Vorremmo sapere dall'assessore di Carpi Gasparini come si sta operando a favore degli imprenditori del territorio che si sono spesi per riconvertire la loro attività a favore della fabbricazione di mascherine dopo la decisione del governo di fissare il prezzo di vendita a 50 centesimi e dopo che questa amministrazione ha creato un bando ad hoc di 50.000 euro'. A porre la questione è la lista Carpi Futura.
'Ce lo domandiamo perchè dopo che è stata sui media locali e anche nazionali a prendersi il merito di questa iniziativa in cui si è unito il pubblico con il privato abbiamo sentito solo le voci di Lapam e Cna accompagnate dal suo silenzio. Avremmo piacere di sapere che lei si è mossa con decisione nelle opportune sedi istituzionali, se potesse darci qualche evidenza di questo le saremmo grati'.
L'allarme
'Molte aziende associate del territorio, prevalentemente micro e piccole imprese, nelle scorse settimane avevano raccolto l'accorato appello della Protezione Civile per convertire le loro produzioni in dispositivi di protezione, come appunto le mascherine, investendo tempo, risorse e mantenendo al lavoro parte delle maestranze e attivi gli impianti - aveva detto Roberto Guaitoli, presidente di Lapam Moda -. Ora, con l'ordinanza del prezzo imposto dal commissario Arcuri, queste condizioni sono venute completamente meno. Pur comprendendo che il provvedimento adottato sia finalizzato a evitare spiacevoli speculazioni, riteniamo che la cifra indicata, peraltro senza alcuna valutazione analitica dei costi di produzione, non consenta a questa tipologia di strutture di continuare il loro percorso produttivo soprattutto all'interno della piccola impresa, dove la cifra dei 50 centesimi spesso non è nemmeno sufficiente a coprire il mero costo del tessuto, che deve essere di particolare qualità e soprattutto che molte aziende hanno già acquistato e pagato'.
'Carpi, l'assessore Gasparini cosa pensa delle mascherine a 50 cent?'
A porre la questione è la lista Carpi Futura dopo l'allarme lanciato da Lapam Moda
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