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Carpi, l'ultimo saluto terreno a don Bigarelli con il vescovo di Parma monsignor Solmi

Carpi, l'ultimo saluto terreno a don Bigarelli con il vescovo di Parma monsignor Solmi

Una cultura vasta, una intelligenza curiosa la sua, uno studio ininterrotto che, unito ad una carattere mite, lo hanno portato anche all'incarico di esorcista


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Non c’era il vescovo di Modena mons. Castellucci, così come era stato annunciato, a causa di un impedimento dell’ultima ora, ma quello di Parma mons. Solmi, alle solenni esequie di don Alberto Bigarelli, l’amato prete carpigiano, svoltesi ieri pomeriggio nel Duomo di Carpi stipato di fedeli che volevano esprimergli il loro affetto e la loro stima.

Don Alberto è stato certamente un prete amato dai carpigiani che sono rimasti scossi dalla notizia della sua improvvisa e inaspettata scomparsa avvenuta nella mattinata di domenica nella struttura della Cra Santa Chiara adiacente il Seminario, dove si trovava, dopo un malore dei giorni precedenti. E da quel momento è stato un susseguirsi di messaggi di cordoglio e di visite alla salma, composta al piano terra del Seminario vescovile di corso Fanti. Da cui ieri pomeriggio è stato condotta in Duomo alla presenza di tutti i parroci della Diocesi.

Ed è stato il vicario vescovile monsignor Gildo Manicardi a ricordare con voce commossa i passaggi salienti della sua vita, del suo impegno spirituale e della sua nomina a sacerdote nel 1986 per mano dell’allora vescovo monsignor Maggiolini.

Ma, prima di allora, ha ricordato monsignor Manicardi, Alberto Bigarelli si era già distinto per impegno in un cammino ricco di iniziative,

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di studi e approfondimentiche erano partiti dall’Istituto d’Arte Venturi di Modena, dove si diplomò nel 1971, per proseguire con la laurea in pedagogia all’Università di Bologna, con un periodo di soggiorno in Germania per approfondire la lingua tedesca ritenuta la lingua principe per per gli studi biblici cui era già interessato e che lo condussero subito dopo in Israele dove stette per due anni vivendo a Gerusalemme dove si tuffò negli studi biblici, ebraici, aramici e rabbinici, studi che lo accompagneranno negli anni successivi al suo rientro inItalia. Dopo gli studi di teologia,venne ordinato sacerdote nel 1968. Seguito l’anno successivo dal fratello Luca, che svolge da allora il mandato pastorale a Parma e che ieri ha accompagnato a Carpi il vescovo monsignor Solmi.

Ma, non pago di questi studi, approfondimenti e volontà di apprendere, ecco che don Alberto fonda nel 1986 il Cib, Centro di Informazione biblica, che organizza ancora oggi corsi sulla materia con l’intervento di autorevoli biblisti italiani.

Per quanto riguarda iIl suo impegno parrocchiale, don Alberto è stato all’inizio nella chiesa del Corpus Domini di Carpi, successivamente parroco a Fossa di Concordia, fino alla nomina a titolare di quella di San Bernardino Realino di Carpi nel 2003.

Dal 2019 era rettore della chiesa dell’Adorazione dove celebrava tutte le mattine la Messa.

Una cultura vasta, una intelligenza curiosa insomma la sua, uno studio ininterrotto che, unito ad una carattere mite, accogliente e dialogante, lo hanno portato ad essere incaricato dal Vescovo di occuparsi anche dei casi di esorcismo.

E la sua morte, proprio il giorno prima del 40° anniversario della sua ordinazione presbiterale,doveva concludersi con la presentazione delle sue “Riflessioni brevi” sulle Scritture, 300 pagine denominate “Germogli”.

Commoventi al riguardo le conclusioni del ricordo dello scomparso fatte da monsignor Gildo Manicardiquando ha detto: “Alberto, compagno nostro, riposa in pace e canta per sempre la bellezza della ‘Parola del Signore’ nella liturgia del cielo”.


Cesare Pradella

Foto dell'autore

Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque anni addetto...   

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