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Carpi, prime grane per la Arletti: Fdi alle prese con i franchi tiratori

Carpi, prime grane per la Arletti: Fdi alle prese con i franchi tiratori

Fra i non eletti di FdI il più arrabbiato pareva essere Enrico Fieni, al quale era stato promesso un seggio ma che invece ha visto eleggere, oltre a De Rosa, il collega Claudio Cortesi


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Non è iniziata nel migliore dei modi per Fratelli D’Italia Carpi, la compagine guidata da Annalisa Arletti, la nuova consigliatura. Quella che – almeno stando alle cronache sulle assemblee di FdI (link) – dovrebbe portare la moglie di Michele Barcaiuolo, presidente regionale di FdI, verso una candidatura alle regionali con ampie possibilità di successo. Nel corso del primo consiglio del 27 giugno, infatti, ci sono state diverse sorprese. La più eclatante delle quali l’elezione dell’unico consigliere di Forza Italia Michele De Rosa alle Terre D’Argine, con due voti. Viste le modalità di voto, uno dei due voti è senz’altro venuto dai banchi di Fratelli D’Italia, che ha così perso un seggio. Difficile credere che si tratti di un accordo – anche perché se così fosse sarebbe stato più logico fare l’accordo con Giulio Bonzanini della Lega. Che nel 2019, molto ingenuamente, aveva ospitato nella lista del carroccio la stessa Arletti, la quale altrimenti non avrebbe avuto alcuna possibilità di elezione. Si tratta invece di qualche franco tiratore: una ripicca interna a FdI. Fra i non eletti di FdI il più arrabbiato pareva essere Enrico Fieni, al quale era stato promesso un seggio ma che invece ha visto eleggere, oltre a De Rosa, il collega Claudio Cortesi, con un solo voto.
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Fortunatamente per lui, e per l’Arletti, nella successiva fase di redazione del verbale il segretario comunale avrebbe rilevato un errore relativo allo scrutinio e per questo, nella seduta successiva, proposto e ottenuto di riattribuire il seggio a Fieni, togliendolo a Cortesi. Una procedura a nostro avviso irregolare, anche se fatta in buona fede. Nelle elezioni, a ogni livello, vanno infatti osservati dei principi di assoluta certezza e rigidità. Dalla lettura degli atti non è dato sapere a quale titolo il segretario verbalizzante abbia ritenuto di dovere e potere riconteggiare dei voti già scrutinati, annunciati al consiglio e ai cittadini presenti e verbalizzati; dove e come siano state conservate le schede nel periodo intercorso fra la votazione e il riconteggio; se il riconteggio sia stato effettuato alla presenza degli stessi scrutatori. Non è neanche specificato se la votazione sia avvenuta nel rispetto dell’articolo 58 del regolamento del Consiglio, che prevede che le schede siano consegnate in bianco ai votanti, e che ciascun votante debba scrivere la sua preferenza a mano sulla scheda. Su quest’ultimo punto, in particolare, a nostro parere il regolamento non deve essere stato rispettato affatto: perché è impossibile confondere “Cortesi” con “Fieni”.
Una procedura irregolare, come detto, a nostro parere. Ma che nessuno vorrà contestare: perché per FdI il timore di dover tornare a votare, rischiando di perdere altri seggi per altri franchi tiratori, mette al riparo da ogni contestazione. Magath
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Dietro allo pseudonimo Magath un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da Magath ricade solo sul direttore della testata.  Ci sono...   

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