'Per la legge vigente (Codice delle comunicazioni elettroniche del 2003) le infrastrutture delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità (come, appunto, le Stazioni radio base) sono assimilate a ogni effetto a opere di urbanizzazione primaria (come le aree verdi, per capirci) e hanno, quindi, carattere di pubblica utilità. La loro installazione è regolata da norme nazionali e, purché siano rispettati i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici (la cui verifica è competenza di Arpa e Usl), è vietata solo sugli edifici destinati ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche. Possono, invece, essere collocate in prossimità di questi stessi edifici, senza alcun limite di distanza (sempre che, ovviamente, siano rispettati i limiti delle emissioni elettromagnetiche). Poiché, come detto, la legge assimila le antenne a opere di urbanizzazione primaria, il gestore potrebbe chiedere l’esproprio dell’area che gli serve per garantire la copertura del segnale, oppure accordarsi con un privato'. Così il Comune di Carpi replica ai cittadini che hanno sottoscritto una petizione per contestare l’installazione di un’antenna di telefonia mobile collocata all’interno del parco giochi per bambini di Piazzale Don Venturelli, a ridosso delle abitazioni del quartiere (circa 500 residenti) e a breve distanza da un polo scolastico composto da un asilo nido, una scuola materna,
una scuola elementare, oltre a un campo sportivo frequentato da ragazzi.'Nei limiti dei vincoli di legge esistenti, il Comune di Carpi ha adottato una serie di provvedimenti (delibere approvate dal Consiglio comunale, una nel 2000 e due nel 2011) per “governare”, per quanto possibile, le installazioni con l’obiettivo di: evitare la proliferazione degli impianti, garantendone il corretto e ordinato insediamento urbanistico e territoriale; minimizzare l’esposizione ai campi magnetici per i frequentatori dei siti sensibili; limitare l’eccessivo ricorso a installazioni su aree private per ridurre le localizzazioni non in linea con gli obiettivi precedenti. I provvedimenti adottati dal Comune prevedono, dunque, che: sia data priorità a localizzazioni il più lontano possibile dai siti sensibili ma senza individuare limiti di distanza (la legge non lo consente e, inoltre, la distanza non è un fattore decisivo per l’esposizione ai campi elettromagnetici); si ricorra al co-siting (dove possibile) e si privilegi l’installazione di Srb su aree pubbliche per ridurre il più possibile il numero di pali e tralicci sul territorio e garantirne una distribuzione più ordinata'.
'Il Comune di Carpi ha concesso a Iliad l’autorizzazione a costruire l’antenna sulla base delle esigenze di copertura dell’area espresse dal gestore, nel rispetto di tutti i limiti previsti. L’impianto, infatti, ha ottenuto una valutazione positiva da Arpae, per gli aspetti ambientali, e da Ausl, per gli aspetti sanitari.
'La definizione dei limiti di esposizione per la protezione sanitaria della popolazione dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici è competenza esclusiva dei diversi Stati europei, nel rispetto delle raccomandazioni dell’Unione europea. In Italia, che applica i limiti tra i più bassi in Europa, il limite di esposizione, cioè il valore massimo da non superare in qualsiasi condizione, varia da 20 a 40 volt/metro (in base alla frequenza delle emissioni), in Europa questo valore varia da 27 a 61 volt/metro. Sempre in Italia, il valore di attenzione, cioè il valore da non superare nei luoghi in cui le persone rimangono per più di quattro ore al giorno, è di 15 volt/metro; infine, l’obiettivo di qualità, cioè il valore valido all’aperto e nei luoghi intensamente frequentati, è di 15 volt/metro. Il principio di precauzione viene rispettato proprio attraverso la previsione dei limiti di esposizione che, come detto, in Italia ha un valore molto più basso di quello raccomandato dall’Europa'.



