'L’utilità di questi ambulatori dovrebbe essere quello di alleggerire i pronto soccorsi dai codici bianchi e dai pazienti con minor urgenza. Purtroppo l’Ausl di Modena disattende le linee guida dell’assessore regionale Raffaele Donini e invece di aprirli al Policlinico o Baggiovara lo fa chiudendo i punti di primo intervento di Finale Emilia e Castelfranco. In pratica – accusano Platis e Neri – risparmiano qualche turno di infermieri e medici per metterli a copertura degli altri ospedali periferici che arrancano per la cronaca carenza di personale'.
'La risposta vera che si attende in questo territorio è invece l’apertura dei 4 posti letti di terapia sub intensiva, già annunciati da diversi anni, che dovevano essere un punto cruciale per rilanciare veramente l’ospedale Santa Maria Bianca. Purtroppo – spiegano Platis e Neri – temiamo possano diventare parcheggio tra reparti diversi (cardiologia, pneumologia e medicina) che hanno visto ridursi drasticamente i posti letto ordinari. Ricordiamo che la ‘semi-intensiva’, inizialmente esclusiva per pneumologia e poi estesa alle altre due specialità, ha bisogno di anestesisti, medici, infermieri specializzati e oss. Risorse che attualmente non ci sono e che L’Ausl non spiega come reperirle e neppure come formarle. La direzione Ausl – attaccano i forzisti – quando annuncia che i malati di cuore potranno essere ospitati lì, vuol dire che garantirà anche il cardiologo di notte a Mirandola? Perché se ci sarà lo deve dire altrimenti prende per il naso i cittadini. Le linee guida ministeriali dicono chiaramente che bisogna aprire i reparti di terapia semi-intensiva dove c’e’ quello di anestesia, ma qui a Mirandola aprono “muri” senza preoccuparsi di chi ci lavorerà dentro'.



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