Ognuno ha portato da casa qualcosa: bicchieri, una bottiglia di spumante, patatine, arachidi, pizzette... Ognuno ha portato un amico, una fetta di se stesso, della propria vita 'com'era prima', della vita non tanto pre-pandemia (che purtroppo c'è e ci sarà ancora e nessuno nega l'esistenza del virus), ma della vita pre-discriminazioni. Della vita, piena di problemi personali certo, piena di dubbi e ansie, ma fondata contemporaneamente sulla piena fiducia nei fondamentali del vivere civile. Fondata sul fatto che nessuno in Italia si sarebbe mai sognato di vincolare i diritti civili al possesso di un lasciapassare sanitario oggi prolungato sine die. Di spaccare la società in due, creando un nemico etichettandolo come 'sorcio' e, mentendo, addossando sulle sue spalle le colpe di tutto il Male del mondo. Che nessuno si sarebbe mai sognato di escludere da un autobus o da un campo da calcio un bimbo di 12 anni senza super green pass. Lo stesso bambino che condivide poi un'aula al chiuso con le stesse persone. Nessuno si sarebbe mai sognato di applicare una misura discriminatoria al punto di impedire il lavoro agli over 50, agli insegnanti, ai medici, ai poliziotti, ai vigili del fuoco, ai finanzieri, ai carabinieri, eppure non
in grado di fermare i contagi o di creare luoghi non contagiosi (come falsamente disse a luglio il premier Mario Draghi,
video).
Ieri pomeriggio almeno duecento persone sono scese in piazzetta Garibaldi a Carpi, nel modenese, per condividere, all'aperto e senza violare alcuna regola, un momento di socialità. Semplicemente e senza proclami. La stessa socialità garantita, al chiuso, nei locali vietati ai non possessori del certificato verde, quei locali i cui gestori hanno subito appeso alle vetrine vistosi cartelli con divieto di accesso ai senza-Qr. Un incontro quello di Carpi che - promettono gli organizzatori - è solo il primo di una lunga serie, sempre se nella nuova Italia, quella della nuova Costituzione 'creativa', sarà ancora concesso.
Ieri queste persone si sono ritrovate per condividere un sorriso, una parola. Anziani, giovani, famiglie con i bambini. Non mostri, non sorci, non evasori. Uomini e donne uniti dall'orgoglio di difendere non l'essere o meno vaccinati, ma i principi che un tempo, appena due anni fa, rappresentavano fari assoluti della convivenza. Un orgoglio così lontano dalle piccolezze di un Governo capace di creare da un giorno all'altro Decreti più grandi nel Male di quanto mai sia stato in grado di produrne nel Bene.
Un orgoglio che oggi brilla come l'ultima commovente stella di quello che un tempo era il firmamento tanto eterogeneo quanto maestoso del nostro Paese.
Giuseppe Leonelli