'Sembra che Care voglia minimizzare, quando invece sarebbe opportuno una operazione trasparenza per fugare ogni dubbio e recuperare un rapporto di fiducia palesemente ‘bruciato’ con la cittadinanza.
Dall’accesso atto avanzato dalla nostra consigliera regionale Valentina Castaldini, è emerso che Care, nella richiesta di proroga di luglio 2023, ha dichiarato di essere “soggetto alla norma in materia di prevenzione incendi (DM 26/07/22)” ma non risulta allegato il riscontro previsto da Arpae: 'Qualora l’attività sia soggetta si chiede di allegare copia del C.P.I., Scia, altro presentata al Comando dei Vigili del fuoco (asseverazione del progettista in merito alle misure di prevenzione incendi adottate). Qualora non sia assoggettata dovrà essere allegata una asseverazione del progettista'. È auspicabile che ci diranno che si tratta di una mera dimenticanza o di un errore materiale, ma sta di fatto che agli atti non risulta né il Cpi, né la Scia, né le asseverazioni. A questo punto, la proroga – si chiede Platis - poteva essere concessa da Arpae anche senza questo documento?'.
'Anche alla luce dell’atto in autotutela di Arpae che sospende la proroga data a tempi di record un’ulteriore domanda è d’obbligo: se i lavori prescritti fossero stati fatti, si sarebbero ridotte le possibilità del disastroso incendio del mese scorso? Come mai nessuno si è accorto che mancava proprio quella documentazione antincendio? A questo quesito attendiamo una puntuale risposta da tutti gli enti coinvolti' - chiude Antonio Platis.



.jpg)