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'Punti nascita, sulla chiusura non si può tornare indietro'

'Punti nascita, sulla chiusura non si può tornare indietro'

L'Assessore regionale alla sanità in risposta al M5S: 'I bassi tassi di natalità non garantiscono la competenza di professionisti e strutture'


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'La decisione del Comitato Percorso nascita nazionale costituisce un vincolo non solo normativo, ma anche scientifico ed etico rispetto alla sicurezza delle mamme e dei bambini, oltre che del personale e dei professionisti coinvolti. Per la Regione, quindi, non è possibile avanzare una nuova richiesta, proprio perché alla base di quella decisione c’è un motivo preciso: i bassi tassi di natalità non sono sufficienti a garantire la sicurezza e la competenza dei professionisti e delle strutture nella gestione delle emergenze, che possono presentarsi anche nei parti fisiologici'

Lo ha affermato l'Assessore regionale alla sanità Venturi in risposta a due interrogazioni del M5S presentate in Assemblea Legislativa regionale sulla chiusura dei punti nascite, e sulla possibilità di riesame della scelta della chiusura.

“Senza la garanzia che il parto si svolga in condizioni di sicurezza, con tutti gli elementi previsti dagli esperti, - ha affermato Venturi - non sarebbe né corretto, né equo, mantenere aperti dei Punti nascita con la consapevolezza di offrire un’assistenza inferiore agli standard che devono essere garantiti a tutti i cittadini della nostra regione, indipendentemente dal luogo in cui il parto avviene. E occorre riconoscere - ha aggiunto- che non è la mancanza del Punto nascita che porta alla denatalità, tant’è che la progressiva riduzione dei parti è stata registrata con i Punti nascita attivi, bensì la denatalità che porta a condizioni di non sicurezza dell’assistenza al parto.

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Ma nessuno- ha concluso Venturi- viene lasciato solo. Al contrario, potenziamo e integriamo le attività territoriali e ospedaliere, per fornire ai genitori e ai bambini un sostegno sempre più personalizzato. E confermiamo gli investimenti messi in campo per rafforzare le tre strutture e assumere sessanta nuove persone. La concreta conferma che quanto avevamo promesso viene mantenuto: non solo non chiudiamo e non chiuderemo alcun ospedale, ma continuiamo a destinare risorse per i nostri ospedali, proprio a partire dai territori montani”.

Nella risposta l'Assessore ha su questo punto ricordato le cifre degli investimenti programmati per l'ospedale di Pavullo. 'La Giunta - ha affermato - ha deliberato di destinare 3,2 milioni di euro alla realizzazione dell’intervento dell’Azienda Usl di Modena di riassetto dell’area emergenza urgenza dell’ospedale civile di Pavullo nel Frignano. È prevista la realizzazione di un’adeguata camera calda a servizio del Pronto soccorso; la ristrutturazione e l’adeguamento degli spazi interni, con la definizione di due percorsi separati per i pazienti in attesa e per i pazienti in trattamento; la realizzazione di due ambulatori di Pronto soccorso distinti per gravità del paziente, di un’area di Osservazione Breve Intensiva con tre posti letto, e degli spazi di accettazione, lavoro del personale e servizi in conformità alla normativa in vigore.

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