'Le analisi tramite “naso elettronico” effettuate la scorsa estate da Arpae hanno individuato quale principale fonte degli odori nauseabondi percepiti nel centro abitato di San Cesario il depuratore dell’aria ambiente di lavoro della ditta “Far Pro Modena srl” di Spilamberto. Vien da chiedersi quale sia la qualità dell’aria che i dipendenti respirano ogni giorno, considerato che le emissioni maleodoranti, provenienti dal depuratore dell’aria del capannone, vengono percepite a circa 1 Km di distanza, nel centro abitato di San Cesario sul Panaro.
Per questo motivo i sottoscritti Consiglieri hanno scritto al servizio di prevenzione e protezione negli ambienti di lavoro (SPSAL) dell’Ausl di Modena chiedendo l’effettuazione di controlli all’interno dell’azienda per verificare la salubrità dell’ambiente di lavoro.
La ditta, nel settembre 2007 è stata classificata Industria Insalubre dal Servizio di igiene pubblica dell’USL di Modena. L'inquinamento da cattivi odori è riconosciuto come un problema sanitario da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità perché può abbassare la qualità della vita dell'individuo, alterarne l’equilibrio psicofisico producendo uno stato di malessere tale da condizionarne il comportamento.
I disagi a carico dei residenti di San Cesario sono ben noti ed irrisolti da almeno quarant’anni: nausea, capogiri, rigetto, soprattutto per bambini, anziani e persone con patologie respiratorie. Considerato che la fonte più importante degli odori nauseabondi è stata identificata proprio nel depuratore dell’aria dell’ambiente di lavoro, ci è sembrato inevitabile chiedersi che aria possa mai respirare chi lavora nel capannone. Per i lavoratori, porte e finestre devono rimanere rigorosamente chiuse per non far uscire eventuali puzze, i sancesaresi per non farle entrare. C’è la sua bella differenza'
Nella foto i consiglieri Mirco Zanoli (al centro), e Sabina Piccinini insieme a Marco Sola


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