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Modena, abbiamo forse un sindaco leghista?

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Il sindaco di Modena chiede fatti sulla sicurezza? Bene, ma allora chieda una decisa svolta al suo partito ed agli alleati di sinistra


Modena, abbiamo forse un sindaco leghista?

Si sa, in politica mai dire mai, ma ci sono delle cose che fanno rizzare i capelli anche ai meno sensibili. Ieri, il solerte ufficio stampa del Comune, ha pubblicato un sorprendente comunicato in cui si riportavano dichiarazioni del sindaco che mi hanno fatto pensare che le recenti elezioni fossero state vinte dalla Lega e che avessimo un sindaco leghista.

Ma facciamo un passo indietro: non molto tempo fa, pubblicai due pezzi, molto criticati da sinistra, intitolati: Se la sicurezza fosse di sinistra e Io sto con Minniti.
Ora il sindaco Pd, sostenuto da Verdi, Sinistra per Modena, Modena Solidale ed altri, dichiara: “…Ma non basta, se poi dobbiamo fare i conti con norme che rimettono immediatamente in libertà i responsabili e lasciano esposte le vittime…

E continua: ”Perché, chiedo io, le persone che non hanno titolo per restare sul nostro territorio, addirittura già colpite da un decreto di espulsione, sono ancora qui? Perché il Governo non appronta gli strumenti affinché ne venga disposto l’effettivo allontanamento e non certo con ‘un foglio di via a perdere’? Dallo Stato abbiamo bisogno di fatti non di parole”.

Parole sante, ma da che pulpito...

Ma facciamo un breve riassunto delle norme che si sono stratificate, anche con il determinante contributo della sinistra, nel corso degli anni, che fanno in modo che, nel nostro paese, la certezza della pena, sia una semplice chimera e che chi denuncia abbia più grattacapi del denunciato:

La tenuità del fatto: Il decreto Legislativo n.

28/2015 recante 'Disposizioni in materia di non punibilita' per particolare tenuità del fatto' ha sancito la non punibilità di una serie infinita di reati, definiti minori, con pena fino a 5 anni; infatti, la punibilità è esclusa quando, per le “modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”.
Facciamo un esempio: tempo fa un automobilista aveva fatto benzina nell’area di servizio di Secchia est, ripartendo senza pagare; essendo stato inquadrato, è stato individuato, ma ecco il colpo di scena: secondo il giudice non è punibile data l’esiguità del danno. E queste sentenze ormai non si contano più…

Le misure alternative: E poi, per i condannati con pene fino a quattro anni, comunque, ci sono le misure “alternative alla detenzione” dirette a realizzare la funzione rieducativa della pena, in ottemperanza dell’articolo 27 della Costituzione; sono: l’affidamento i prova ai servizi sociali, la semilibertà, la liberazione anticipata, la detenzione domiciliare.

La sospensione condizionale della pena: Quando poi la pena inflitta non è superiore a due anni di arresto o reclusione, interviene la “sospensione condizionale della pena”. (è proprio il caso citato dal sindaco).

La strana norma sull’appello: I soggetti che possono proporre appello avverso la sentenza sono il PM e l’imputato. In questo ultimo caso tuttavia opera il divieto della reformatio in pejus. Il giudice quindi potrà statuire solo a vantaggio dell’imputato o, in mancanza, limitarsi a confermare la sentenza di primo grado. Credo che sia uno dei pochi casi al mondo in cui la pena non può essere aumentata, facendo così in modo da intasare i tribunali di ricorsi in appello; mal che vada, la pena verrà riconfermata.

La prescrizione: Ma non è finita; parliamo ora della prescrizione. Nel 2005 ce ne sono state ben 183.469, mentre nel 2016, ultimo anno disponibile, 145.637 di cui 85.216 sono maturate addirittura prima del giudizio. Cosa vuol dire? E’ semplice: che ogni anno, circa 150.000 cittadini che hanno chiesto giustizia, sanno che non l’avranno mai.

Il sindaco di Modena chiede fatti? Bene, ma allora chieda una decisa svolta al suo partito ed agli alleati di sinistra, quella sinistra che in Italia è stata al governo negli ultimi cinque anni e, in precedenza, con i due governi Prodi (in secondo iniziò proprio con una bella amnistia), oltre che con Amato e D’Alema.

Veniamo ora al secondo tema, quello che riguarda le persone che non hanno titolo per restare sul nostro territorio, addirittura già colpite da un decreto di espulsione. Qui si apre una voragine: chi è stato che aveva come bandiera identificativa il motto “accogliamoli tutti perché noi siamo i migliori”? Chi è stato che si è opposto ai centri di identificazione? Chi è stato che ha trattato come razzisti coloro che si opponevano ad una immigrazione incontrollata? Chi è stato che ha sostenuto che andavano accolti perché ci avrebbero pagato le pensioni?

Per ultimo, vorrei ricordare che all’incontro preelettorale con Minniti a Modena, c’erano poche pochissime persone (tra cui il sottoscritto); un segnale chiaro dell’ “amore “ del partito verso il suo Ministro dell’Interno. Qualcuno farà un piccolo esame di coscienza? Qualcuno farà pervenire l’accorato appello del sindaco non solo alla Boldrini, ma anche a Del Rio?

E il Pd modenese cosa ne pensa? Certo che in politica la faccia tosta non manca mai...

Franco Fondriest

Si sa, in politica mai dire mai, ma ci sono delle cose che fanno rizzare i capelli anche ai meno sensibili. Ieri, il solerte ufficio stampa del Comune, ha pubblicato un sorprendente comunicato in cui si riportavano dichiarazioni del sindaco che mi hanno fatto pensare che le recenti elezioni fossero state vinte dalla Lega e che avessimo un sindaco leghista.

Ma facciamo un passo indietro: non molto tempo fa, pubblicai due pezzi, molto criticati da sinistra, intitolati: Se la sicurezza fosse di sinistra e Io sto con Minniti.
Ora il sindaco Pd, sostenuto da Verdi, Sinistra per Modena, Modena Solidale ed altri, dichiara: “…Ma non basta, se poi dobbiamo fare i conti con norme che rimettono immediatamente in libertà i responsabili e lasciano esposte le vittime…

E continua: ”Perché, chiedo io, le persone che non hanno titolo per restare sul nostro territorio, addirittura già colpite da un decreto di espulsione, sono ancora qui? Perché il Governo non appronta gli strumenti affinché ne venga disposto l’effettivo allontanamento e non certo con ‘un foglio di via a perdere’? Dallo Stato abbiamo bisogno di fatti non di parole”.

Parole sante, ma da che pulpito...

Ma facciamo un breve riassunto delle norme che si sono stratificate, anche con il determinante contributo della sinistra, nel corso degli anni, che fanno in modo che, nel nostro paese, la certezza della pena, sia una semplice chimera e che chi denuncia abbia più grattacapi del denunciato:

La tenuità del fatto: Il decreto Legislativo n.

28/2015 recante 'Disposizioni in materia di non punibilita' per particolare tenuità del fatto' ha sancito la non punibilità di una serie infinita di reati, definiti minori, con pena fino a 5 anni; infatti, la punibilità è esclusa quando, per le “modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”.
Facciamo un esempio: tempo fa un automobilista aveva fatto benzina nell’area di servizio di Secchia est, ripartendo senza pagare; essendo stato inquadrato, è stato individuato, ma ecco il colpo di scena: secondo il giudice non è punibile data l’esiguità del danno. E queste sentenze ormai non si contano più…

Le misure alternative: E poi, per i condannati con pene fino a quattro anni, comunque, ci sono le misure “alternative alla detenzione” dirette a realizzare la funzione rieducativa della pena, in ottemperanza dell’articolo 27 della Costituzione; sono: l’affidamento i prova ai servizi sociali, la semilibertà, la liberazione anticipata, la detenzione domiciliare.

La sospensione condizionale della pena: Quando poi la pena inflitta non è superiore a due anni di arresto o reclusione, interviene la “sospensione condizionale della pena”. (è proprio il caso citato dal sindaco).

La strana norma sull’appello: I soggetti che possono proporre appello avverso la sentenza sono il PM e l’imputato. In questo ultimo caso tuttavia opera il divieto della reformatio in pejus. Il giudice quindi potrà statuire solo a vantaggio dell’imputato o, in mancanza, limitarsi a confermare la sentenza di primo grado. Credo che sia uno dei pochi casi al mondo in cui la pena non può essere aumentata, facendo così in modo da intasare i tribunali di ricorsi in appello; mal che vada, la pena verrà riconfermata.

La prescrizione: Ma non è finita; parliamo ora della prescrizione. Nel 2005 ce ne sono state ben 183.469, mentre nel 2016, ultimo anno disponibile, 145.637 di cui 85.216 sono maturate addirittura prima del giudizio. Cosa vuol dire? E’ semplice: che ogni anno, circa 150.000 cittadini che hanno chiesto giustizia, sanno che non l’avranno mai.

Il sindaco di Modena chiede fatti? Bene, ma allora chieda una decisa svolta al suo partito ed agli alleati di sinistra, quella sinistra che in Italia è stata al governo negli ultimi cinque anni e, in precedenza, con i due governi Prodi (in secondo iniziò proprio con una bella amnistia), oltre che con Amato e D’Alema.

Veniamo ora al secondo tema, quello che riguarda le persone che non hanno titolo per restare sul nostro territorio, addirittura già colpite da un decreto di espulsione. Qui si apre una voragine: chi è stato che aveva come bandiera identificativa il motto “accogliamoli tutti perché noi siamo i migliori”? Chi è stato che si è opposto ai centri di identificazione? Chi è stato che ha trattato come razzisti coloro che si opponevano ad una immigrazione incontrollata? Chi è stato che ha sostenuto che andavano accolti perché ci avrebbero pagato le pensioni?

Per ultimo, vorrei ricordare che all’incontro preelettorale con Minniti a Modena, c’erano poche pochissime persone (tra cui il sottoscritto); un segnale chiaro dell’ “amore “ del partito verso il suo Ministro dell’Interno. Qualcuno farà un piccolo esame di coscienza? Qualcuno farà pervenire l’accorato appello del sindaco non solo alla Boldrini, ma anche a Del Rio?

E il Pd modenese cosa ne pensa? Certo che in politica la faccia tosta non manca mai...

Franco Fondriest




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Franco Fondriest
Franco Fondriest

Sono di origine trentine, ma ho trascorso la maggior parte della mia vita a Modena. Mi sono laureato in pedagogia ed ho svolto la mia attività lavorativa prevalentemente nella mia ..   Continua >>


 


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