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Aimag in Hera, Cavezzo dice 'no', il Consiglio compatto vota contro

Aimag in Hera, Cavezzo dice 'no', il Consiglio compatto vota contro

Per il sindaco Venturini e la maggioranza controllo pubblico irrinunciabile. Anche l'opposizione d'accordo. 'Rispettiamo gli altri sindaci ma questo accordo per noi non garantisce l'interesse pubblico'


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Sono le ore 21,47 quando il consiglio comunale di Cavezzo, comune amministrato dal sindaco Stefano Venturini e dalla maggioranza di centro destra esprime all'unanimità il voto contrario all'accordo trovando sulla stessa linea anche l'opposizione. Come anticipato durante la giornata da La Pressa, voto nettamente e convintamente contrario della maggioranza all'operazione che porterà all'aumento delle quote del socio privato Hera oltre il 40% e al controllo strategico alla multiutility quotata in borsa con sede a Bologna. Elemento, quest'ultimo, inaccettabile per la maggioranza che governa Cavezzo e che per voce dello stesso sindaco Venturini ha espresso le ragioni della scelta. Una scelta che va nella direzione opposta a quella che Fratelli d'Italia e la maggioranza di centro destra ha assunto a Mirandola. In una logica politicamente schizofrenica sul territorio, nella posizione tenuta dai partiti maggiori, e che a visto divisioni nette interne anche nel PD e nel centro sinistra negli stessi comuni di Mirandola e Carpi. Fatto sta che Cavezzo è l'unico comune che con il suo voto nettamente contrario può e vuole oggi rivendicare una coerenza sostanziale con le posizioni da sempre espresse rispetto all'opportunità di cedere il controllo industriale e strategico di Aimag ad Hera.

'Siamo probabilmente la prima maggioranza a votare contro questa operazione, e questo ha un significato importante', ha esordito Venturini.
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Il primo cittadino ha parlato di una scelta “coerente con l’interesse pubblico', affermando che la proposta in discussione, pur migliorata rispetto a quella iniziale del 2024, non garantisce pienamente quella tutela dei cittadini che l’amministrazione si era impegnata a salvaguardare.
Tra i punti più critici sottolineati da Venturini vi è la perdita di autonomia decisionale da parte dei sindaci, elemento irrunciabile. 'Poter alzare il telefono e chiedere un intervento urgente sul territorio è un valore che non può essere quantificato con indicatori economici', ha spiegato, facendo riferimento alla capacità delle amministrazioni locali di influire direttamente su servizi fondamentali come il ciclo idrico e la gestione delle emergenze.

Venturini ha ripercorso anche le tappe della crisi che ha investito Aimag, attribuendo responsabilità politiche precise alle scelte fatte negli anni precedenti: dallo scioglimento del patto di sindacato che garantiva il controllo pubblico, all’ingresso nel capitale di Hera nel 2009 con una quota del 25%, giustificato allora dalla promessa di una sinergia industriale mai realmente realizzata. 'Non hanno fatto ciò che dovevano e avevano promesso di fare.
'Se oggi siamo qui a salvare Aimag con un accordo modello 'prendere o lasciare' significa che quelle promesse non sono state mantenute' - ha detto il sindaco che ha poi evidenziato il rischio di una privatizzazione mascherata che, sebbene contenga finanziamenti e prospettive di rilancio, implicherebbe la rinuncia definitiva al controllo pubblico della multiutility: 'È giusto riconoscere il lavoro dei sindaci che hanno trattato col socio privato, ma per noi il controllo pubblico è un baluardo imprescindibile. Non è solo una questione economica, ma anche sociale'.
Infine, Venturini ha ribadito che la scelta di Cavezzo non è una presa di distanza dagli altri Comuni, ma un segnale politico e amministrativo forte: 'La democrazia è anche questo: avere il coraggio di esprimere un dissenso motivato. Il nostro compito è garantire che ogni accordo rispetti l’interesse pubblico, anche a costo di un vantaggio economico minore'.
A seguire il voto che a maggioranza ha decretato il NO all'accordo.

Gi.Ga.

Nella foto, le mani alzate nel momento della votazione per esprimere voto contrario
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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