'Il nostro è un voto contrario – spiega il sindaco Stefano Venturini – non contro il lavoro dei sindaci che, soprattutto in questi ultimi mesi, hanno saputo migliorare sensibilmente l’accordo. Anzi, a loro va riconosciuto il merito di aver evitato un esito che a maggio 2024 sembrava ormai scritto: la presa di controllo silenziosa da parte di Hera, senza alcuna reale contropartita. Proprio grazie all’azione di alcuni Comuni, in particolare Mirandola e Poggio Rusco, è stato possibile ottenere un piano meno sbilanciato, che restituisce un ruolo ad Aimag e ne preserva, almeno in parte, l’identità industriale. Tuttavia, il Comune di Cavezzo ha scelto di confermare il proprio no'.
'La nostra posizione è frutto di un ragionamento politico e di coerenza – continua il sindaco –. Se la volontà di tutelare il controllo pubblico fosse stata davvero perseguita con forza fin dall’inizio, dieci o quindici anni fa, non ci troveremmo oggi in questa situazione. La vendita del 25% delle quote nel 2008-2009 ha avviato un percorso che ha progressivamente indebolito la natura pubblica di Aimag. Una responsabilità chiara, che appartiene a chi allora governava in modo granitico questo territorio e non ha saputo – o voluto – costruire alternative. Il voto contrario del Comune di Cavezzo non vuole dunque cancellare gli sforzi fatti nel presente, ma lanciare un segnale forte rispetto al passato: Riteniamo giusto riconoscere che oggi si è evitato il peggio, ma non possiamo considerare soddisfacente una soluzione che arriva solo perché si è lasciato degenerare per anni il problema.
Nella foto la promessa fatta da tutti i candidati sindaci di centrodestra in campagna elettorale, un anno fa: Venturini ha mantenuto la parola



