A spiegare le motivazioni dell’astensione è stato il capogruppo di minoranza Bruno Fontana: 'Il nostro voto di astensione – ha dichiarato Fontana – è stato dettato innanzitutto dal rispetto e dalla stima nei confronti dei sindaci di opposizione del centro-destra che sono stati delegati a trattare la questione AIMAG. Sindaci come Letizia Budri, Fabrizio Zacchi di Poggio Rusco e Michele Goldoni di San Felice, da sempre hanno dimostrato di avere a cuore l’interesse dell’azienda e per mesi hanno lavorato alla ricerca della migliore soluzione, il più possibile condivisa nell'interesse e per garantire il futuro della società'.
Secondo Fontana, la linea tenuta da questi primi cittadini è stata costruttiva e orientata a una mediazione tra le diverse posizioni iniziali e rispetto al fronte comune che aveva unito i sindaci all'inizio ovvero finalizzato al mantenimento del controllo pubblico anche sotto il profilo strategico. Critiche, invece, alla gestione della questione da parte del sindaco Borghi: 'Di fronte a un passaggio decisivo come quello di ieri, Borghi non è stato in grado di offrire un’alternativa credibile alla proposta contenuta nella delibera. La sua si è rivelata una posizione più propagandistica che concreta e per aspetti sostanziali anche contraddittoria'- ha aggiunto il capogruppo che spiega.
'Nel medesimo consiglio comunale, Borghi ha dichiarato di voler aderire al patto di sindacato, votando di fatto a favore della linea dei sindaci che hanno sostenuto la delibera. Un comportamento che appare incoerente: dire no per motivi di immagine e poi aderire agli atti conseguenti significa fare opposizione solo in apparenza, ponendo il comune stesso in una posizione di svantaggio'.
Un altro aspetto segnalato dall’opposizione riguarda il contesto istituzionale del Comune di San Prospero, commissariato per lungo tempo. 'In questi mesi, né la maggioranza né l’opposizione hanno avuto modo di seguire da vicino tutte le fasi della trattativa e del piano industriale – ha concluso Fontana – e ci siamo fidati del lavoro svolto dai sindaci delegati. Attendiamo comunque i rilievi della Corte dei Conti, soprattutto in merito alle decisioni strategiche assunte in un momento in cui il patto di sindacato non era ancora formalizzato, elemento che potrebbe mettere in discussione la validità dell’intera operazione.
Il nostro



