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Aimag nelle mani di Hera, il Pd di Mirandola ai colleghi di Carpi: 'Serve coraggio'

Aimag nelle mani di Hera, il Pd di Mirandola ai colleghi di Carpi: 'Serve coraggio'

'Il pregiudizio è pensare che una grande corporation debba per forza far meglio, anche laddove non conosce la storia, le persone, le esigenze'


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'Difendere l’interesse pubblico non è un esercizio ideologico. È una scelta concreta. In un tempo in cui la parola “modernizzazione” sembra giustificare tutto — anche la rinuncia — vale la pena fermarsi un momento e ricordare che non è affatto un pregiudizio credere nella forza di una municipalizzata che ha saputo, negli anni, coniugare qualità del servizio, efficienza economica e rispetto dei territori. È semmai un pregiudizio opposto, e assai diffuso, pensare che una grande corporation debba per forza far meglio, anche laddove non conosce la storia, le persone, le esigenze locali'. Così il Pd di Mirandola replica al Pd carpigiano sul caso Aimag.
'Chi ha a cuore il futuro dei servizi pubblici dovrebbe partire dai risultati concreti. E AIMAG ha dimostrato sul campo di essere non solo sostenibile e solida, ma anche un modello replicato e studiato a livello nazionale. Difendere questa realtà non è affezione nostalgica, ma consapevolezza che certe eccellenze si costruiscono in decenni e si possono distruggere in una firma. Si parla di confronto. Ma chi ha provato davvero, negli ultimi anni, ad aprire spazi di discussione? Non ci risulta che, nei momenti cruciali, siano arrivati inviti al dialogo ampio, soprattutto nei territori come il nostro.
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A Mirandola abbiamo sempre scelto di metterci la faccia, scrivendo in prima persona, confrontandoci con i cittadini. Questo è ciò che intendiamo per responsabilità: non gestire da remoto, ma esserci. Sui tecnicismi di governance si gioca una partita semantica che i cittadini capiscono benissimo. Parlare ancora di 'maggioranza pubblica' quando il potere di indirizzo e controllo passa in mano a un soggetto privato è un’illusione pericolosa. Se il socio di minoranza è in grado di imporre le scelte strategiche, allora non stiamo parlando di governance condivisa, ma di una cessione vera e propria. Cessione del controllo, incorporazione del bilancio, istituzione del un diritto di veto del socio privato e, non ultimo, incalcolabile riduzione del valore delle azioni residue possedute dai comuni.
Quanto poi al presunto “moralismo” di chi si oppone a questa operazione, ci sorprende. Nessuno rivendica purezze ideologiche. Semmai, ciò che rifiutiamo è la semplificazione contabile che getta il bambino con l’acqua sporca. Chi difende AIMAG lo fa perché ne conosce il valore concreto per il territorio, e non si accontenta di soluzioni facili, che in nome dell’efficienza svuotano di senso il concetto stesso di bene comune - chiude Ivan Barbieri del Pd di Mirandola -. Serve coraggio, sì.
Ma un coraggio che sappia distinguere tra il rischio e l’azzardo, tra il futuro costruito e quello svenduto. E soprattutto serve una bussola chiara: l’interesse pubblico. Senza questa, ogni passo — anche il più audace — rischia di portarci fuori strada'.
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