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Aimag nelle mani di Hera, Negro dice no, tiene la schiena dritta e si dimette da capogruppo Pd

Aimag nelle mani di Hera, Negro dice no, tiene la schiena dritta e si dimette da capogruppo Pd

'Una scelta ponderata che ho ritenuto necessaria. E insieme a questo voto, ho comunicato le mie dimissioni da capogruppo del gruppo CresciAmo Concordia'


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'Ieri sera, in Consiglio comunale a Concordia, ho votato contro la proposta di cessione del controllo di Aimag a Hera. Una scelta ponderata che ho ritenuto necessaria. E insieme a questo voto, ho comunicato le mie dimissioni da capogruppo del gruppo CresciAmo Concordia. L'ho fatto per coerenza, rispetto e chiarezza, pur restando impegnato nel ruolo di consigliere comunale, al servizio del programma condiviso e dei cittadini. Ed è dato proprio il programma condiviso il primo metro di misura di questa mia scelta'. Così in una nota Paolo Negro ufficializza quanto annunciato dal Pd mirandolese.
'Tutte le forze politiche e liste — la nostra compresa — hanno assunto un impegno preciso davanti ai cittadini: tutelare il controllo pubblico di AIMAG, rilanciare il Patto di Sindacato tra Comuni per assicurarne l'autonomia industriale, dare una prospettiva ad Aimag come attore nelle nuove sfide legate alla tradizione energetica ed ambientale. La delibera proposta va nella direzione opposta: cede il controllo di esclusivo di AIMAG ad Hera, senza un mandato politico a monte. E' una una svolta radicale che contraddice gli impegni assunti solo un anno fa. In mezzo non c'è stato alcun cambiamento dall'alto, normativo, che motivi e imponga questa 'conversione a U'.
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Cambio radicale di linea che è avvenuta senza la consultazione dei cittadini, su un tema così importante e su una scelta irreversibile - afferma Negro -. Il nuovo Piano industriale di Aimag da controllata da Hera si compone di 'ben' sei slide. Nessuna analisi di scenari alternativi veramente indipendente. Si chiede ai Consigli di ratificare un'Accordo già sottoscritto dai CdA, senza una valutazione compiuta (messa a disposizione di tutti, a partire dai consiglieri che devono decidere) di più alternative, salvo un caricaturale Piano di AIMAG 'da sola' (Alone) che sembra fatto apposta per essere respinto. Valutazione analitica di più alternative che farebbe ciascuno per il patrimonio di famiglia, industriale o non. Questo il miglior modo di gestire il futuro di un patrimonio pubblico ? Con una minoranza che controlla la società ? esperienza di cui fatico a trovare esempi ed esempi virtuosi'.
'Hera controllerà Aimag: potrà nominare l’Amministratore Delegato che disporrà del voto decisivo, i Comuni resteranno si soci, ma svuotati di reale potere di incidere. Una governance squilibrata che non solo non rispetta il mandato elettorale ma non assicura l’interesse del territorio, essendo appeso a premesse e promesse fragilissime e a rischi altissimi.
Il potere vero passerà a un soggetto provato capace di determinare da solo le scelte strategiche, tantopiù in assenza, ad oggi, di un Patto di Sindacato tra i Comuni. Se a decidere è il socio industriale è un passaggio di mano. Una sostanziale privatizzazione di Aimag. In un tempo in cui si scambia l’efficienza con la centralizzazione e la governance con lo storytelling, vale la pena ricordare che Aimag ha saputo unire negli anni qualità, equilibrio economico e radicamento nei territori. Ingredienti il cui valore è crescente. Questo non è romanticismo: è buona amministrazione.Per tutto questo ho scelto di rimettere il ruolo di capogruppo, per parlare con libertà e responsabilità. Per rispetto verso me stesso, il mandato elettorale e quindi verso i cittadini'.
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