'Tutte le forze politiche e liste — la nostra compresa — hanno assunto un impegno preciso davanti ai cittadini: tutelare il controllo pubblico di AIMAG, rilanciare il Patto di Sindacato tra Comuni per assicurarne l'autonomia industriale, dare una prospettiva ad Aimag come attore nelle nuove sfide legate alla tradizione energetica ed ambientale. La delibera proposta va nella direzione opposta: cede il controllo di esclusivo di AIMAG ad Hera, senza un mandato politico a monte. E' una una svolta radicale che contraddice gli impegni assunti solo un anno fa. In mezzo non c'è stato alcun cambiamento dall'alto, normativo, che motivi e imponga questa 'conversione a U'. Cambio radicale di linea che è avvenuta senza la consultazione dei cittadini, su un tema così importante e su una scelta irreversibile - afferma Negro -. Il nuovo Piano industriale di Aimag da controllata da Hera si compone di 'ben' sei slide. Nessuna analisi di scenari alternativi veramente indipendente. Si chiede ai Consigli di ratificare un'Accordo già sottoscritto dai CdA, senza una valutazione compiuta (messa a disposizione di tutti, a partire dai consiglieri che devono decidere) di più alternative, salvo un caricaturale Piano di AIMAG 'da sola' (Alone) che sembra fatto apposta per essere respinto. Valutazione analitica di più alternative che farebbe ciascuno per il patrimonio di famiglia, industriale o non. Questo il miglior modo di gestire il futuro di un patrimonio pubblico ? Con una minoranza che controlla la società ? esperienza di cui fatico a trovare esempi ed esempi virtuosi'.
'Hera controllerà Aimag: potrà nominare l’Amministratore Delegato che disporrà del voto decisivo, i Comuni resteranno si soci, ma svuotati di reale potere di incidere. Una governance squilibrata che non solo non rispetta il mandato elettorale ma non assicura l’interesse del territorio, essendo appeso a premesse e promesse fragilissime e a rischi altissimi.

