'Il fatto che si tratti di un dirigente che, pur in possesso di un curriculum di rilievo, arrivi da una società del gruppo Hera, poi, rafforza la convinzione che il socio che attualmente detiene il 25% delle quote societarie, più che una rappresentanza in consiglio di amministrazione, ambisca al pieno ed effettivo controllo di Aimag. Considerata la strategicità del ruolo, è esattamente ciò che sta avvenendo e che conferma le perplessità e i timori che gli stessi comuni che si sono opposti, ricorrendo avverso la nomina dell’attuale CDA, hanno portato agli incontri tenuti a Cavezzo e Mirandola nei mesi scorsi - afferma la Budri -. Dopo aver spinto con arroganza Aimag nelle fauci del Socio Privato portando dalla propria parte quei soci pubblici che vedono la multiutility come un mero strumento di dividendo, il Sindaco di Carpi aveva invocato l’urgente necessità di sottoscrivere un nuovo patto di sindacato tra i comuni e un patto parasociale con i soci privati, rinviando al mittente le osservazioni circa la rappresentatività dell’attuale CDA e la mancanza di una vera proposta di piano industriale da parte di Hera, come concreto premessa al patto parasociale proposto. Oggi abbiamo assistito all’ennesimo nefasto epilogo, che conferma le reali intenzioni di Hera, ovvero controllare Aimag esautorando definitivamente la maggior parte dei comuni soci'.
'La Giunta di cui faccio parte si è sempre opposta a questa politica di depauperamento e anche l’ordine del giorno proposto dal capogruppo Lega, Marco Donnarumma, e poi condiviso da tutti i capigruppo e votato all’unanimità, discende da una condivisione dell’Amministrazione di Mirandola dell’ escalation di criticità legate alle ultime pressioni per la sottoscrizione di un nuovo patto di sindacato, che di fatto avrebbe legato le mani ai nuovi amministratori per i prossimi 5 anni e svenduto inesorabilmente l’autonomia di Aimag. La mia candidatura a sindaco di Mirandola discende anche da questo: la volontà di continuare a difendere l’autonomia di Aimag' - chiude la Budri.



