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Amo, dopo le dichiarazioni della ex dipendente: ecco le 14 domande alla giunta di Modena

Amo, dopo le dichiarazioni della ex dipendente: ecco le 14 domande alla giunta di Modena

Bertoldi (Lega): 'E' vero che per i bonifici della dipendente servisse sempre l'avallo con token e/o chiavetta del direttore o dell'amministratore di Amo?'


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Alla luce delle dichiarazioni rilasciate in esclusiva a La Pressa dalla ex dipendente Amo, il caso approda di nuovo in Consiglio comunale. A porre una serie di domande puntuali con una interrogazione urgente al sindaco Mezzetti e alla giunta è il consigliere comunale della Lega Giovanni Bertoldi. Ecco le domande che Bertoldi mette nero su bianco.
1.A cosa sono stati dovuti gli eccessivi ritardi nella denuncia alla Magistratura da parte dell’agenzia, considerando che un tempestivo intervento della magistratura avrebbe consentito di congelare la situazione (possibile sequestro di documenti e computer)?
2.E' vero che per i bonifici della dipendente servisse sempre l'avallo con token e/o chiavetta del direttore o dell'amministratore di Amo?
3.Come è possibile che una unica dipendente potesse gestire cifre così considerevoli, ovvero perchè non sia stato approntato un livello di governance tale da evitare questo tipo di libertà di gestione in capo ad una dipendente?
4.Come è possibile che anomalie che perduravano da almeno 4 anni e con importi considerevoli non siano risultati dal controllo del Revisore dei conti e soprattutto perché non siano state rilevate e segnalate spese non conformi, soprattutto in riferimento a causali di bonifici e/o beneficiari non pertinenti con le finalità dell’agenzia?
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5.Il Revisore Unico di aMo ha altri incarichi di controllo in ambito comunale o in società partecipate dal Comune o in agenzie, fondazioni o altro comunque collegate con il Comune di Modena?
6.Quale è il ruolo del Collegio sindacale di Amo che doveva esercitare anche esso un ruolo di controllo, ma che non ho visto citato sia dalla stampa che in Consiglio Comunale?
7.Quali sono i compensi (se previsti) di Revisore unico e dei componenti il Collegio sindacale di Amo?
8.Il Comune di Modena in qualità di socio può avere accesso ai bonifici eseguiti da Amo e soprattutto sulle loro causali?
9.Quanti fondi di aMo non risultano utilizzati e perché non sono stati utilizzati per migliorare la qualità dei servizi di trasporto?
10.Il Comune, in quanto ente che detiene il maggior numero di quote, imporrà una revisione dei sistemi di governance della società?
11.Il Comune chiederà copia della denuncia asseritamente depositata dalla Società Amo, oltre che costituirsi parte civile come affermato dal Sindaco?
12.Il Comune ha già nominato un Legale ed un consulente economico per valutare il danno subito da detta vicenda e quali saranno i compensi di detti professionisti?
13.Il Comune intende promuovere azione di responsabilità, verso gli organi amministrativi e di controllo (Collegio Sindacale, Revisore Unico, Amministratore Unico, Direttore Generale), ove emergessero responsabilità?

14.Quali provvedimenti si pensa di introdurre per evitare che distrazioni di fondi pubblici possano ripresentarsi in questa come in altre società partecipate dal Comune di Modena?

Le parole di Bertoldi

'Le dichiarazioni della dipendente di Amo principalmente indiziata per gli ammanchi, hanno evidenziato responsabilità precise degli organi di gestione e controllo - afferma Bertoldi nella interrogazione -. Gli organi amministrativi principali di Amo durante l’ammanco erano: amministratore unico (Stefano Reggianini compenso annuo oltre 33.000 euro), direttore generale (Daniele Berselli, nella foto, compenso annuo 99.000 euro), collegio sindacale (presidente Daniela Manicardi e sindaci effettivi Angelica Ferri Personali e Massimiliano Baraldi), revisore unico (Vito Rosati); - in questi giorni si sono dimessi: Stefano Reggianini da segretario provinciale del Pd, Vito Rosati (che è anche presidente del Collegio sindacale del Pd di Modena) da revisore unico di Amo, Alessandro di Loreto (ex direttore di aMo) da assessore del centrosinistra nel Comune di Carpi. Ebbene, nonostante Amo muova decine e decine di milioni di euro pubblici, sembra che una singola dipendente risultasse essere libera di agire e senza alcun efficace controllo da chi è deputato a farlo ex lege'.
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