'Il minuto di silenzio non è un atto privato di commemorazione, ma un tributo che un'istituzione democratica rende a nome dell'intera comunità che rappresenta', afferma la capogruppo di AVS Simona Larghetti. 'Tradizionalmente viene riservato a lutti che colpiscono il Paese o il territorio, alle vittime di tragedie e calamità, oppure a personalità che abbiano raccolto un riconoscimento ampio e trasversale per il loro ruolo pubblico. Nel caso del Cardinale Ruini, pur nel rispetto dovuto alla sua figura e al dolore dei suoi familiari, riteniamo che queste condizioni non sussistano.'
Per AVS, infatti, la storia pubblica del Cardinale Ruini è stata caratterizzata da un forte protagonismo politico e culturale che ha contribuito a dividere profondamente il dibattito pubblico italiano, parole che richiamano quelle del M5S.
'Per oltre trent'anni Ruini ha esercitato una funzione religiosa con evidenti e rilevanti proiezioni politiche', sottolinea il consigliere Paolo Burani. 'Ha contrastato ogni avanzamento dei diritti civili, dai DICO fino alle battaglie sulla procreazione medicalmente assistita e sul referendum relativo alla Legge 40. Ha sostenuto una precisa visione della società e della politica, schierandosi apertamente nel confronto pubblico e costruendo un rapporto privilegiato con la destra italiana, a partire dall'epoca berlusconiana, in una chiave dichiaratamente anticomunista e antisocialista. Sono scelte legittime, ma che rendono difficile considerare la sua figura patrimonio condiviso dell'intera comunità regionale e nazionale.'
Secondo AVS, anche all'interno della Chiesa il lungo magistero di Ruini non è stato privo di elementi di forte contrapposizione.
'Non entriamo naturalmente nel merito delle questioni teologiche che non ci competono', precisa il consigliere Paolo Trande, 'ma è evidente come egli abbia voluto, deliberatamente e strategicamente, caratterizzato il suo magistero come affiancamento politico di una parte politica, la destra a egemonia berlusconiana di quegli anni, contro ogni tentativo di evoluzione e modernizzazione della società, specie sui temi dei diritti civili. Tutto ciò è risultato profondamente divisivo nella società. Per questo riteniamo che non vi siano le condizioni per un riconoscimento unanime dell'Aula.
Il gruppo AVS richiama inoltre una questione più generale riguardante l'utilizzo del minuto di silenzio all'interno dell'Assemblea legislativa.
'Nell'attuale legislatura abbiamo assistito a richieste sempre più frequenti di commemorazioni riferite a figure che, pur autorevoli, risultano fortemente caratterizzate sul piano culturale o politico', conclude Larghetti. 'Crediamo sia arrivato il momento di definire criteri oggettivi e condivisi per stabilire quando ricorrere a questo strumento, evitando che venga utilizzato in modo discrezionale o divisivo. Per questa ragione chiederemo al Presidente dell'Assemblea, Maurizio Fabbri, e alla Presidente della Commissione Statuto, Emma Petitti, nell'ambito del percorso di revisione dello Statuto e del Regolamento assembleare, di disciplinare in modo più chiaro condizioni e requisiti per la celebrazione del minuto di silenzio.'


.jpg)
