'Gli accertamenti sono ancora in corso. Le informazioni disponibili sembrano indicare che l'autore fosse in carico ai servizi di salute mentale da anni, senza collegamenti accertati con movimenti di radicalizzazione. Attendiamo che emergano la verità e le responsabilità complete prima di formulare giudizi definitivi: sarà la realtà dei fatti a guidare la valutazione di questo drammatico episodio. Nel frattempo, ci sentiamo in dovere di sottolineare due cose. La prima: se fossero confermati i disturbi psichiatrici gravi già noti ai servizi, questo solleva interrogativi seri e urgenti sullo stato della nostra rete di salute mentale. Perdere il filo di una persona in cura, lasciandola sola con i propri demoni, è un fallimento collettivo. Non si può continuare a tagliare risorse ai servizi di cura e poi scoprire che le conseguenze ricadono sulle persone più fragili e sull'intera comunità - afferma Avs -. La seconda: in un momento difficile come questo, è essenziale resistere alla tentazione delle analisi rapide e delle conclusioni preconfezionate. Attribuire responsabilità collettive a una comunità straniera sulla base dell'origine dell'autore sarebbe sbagliato sul piano etico e pericoloso su quello civile. Allo stesso modo, ridurre tutto a una patologia individuale senza interrogarsi sui contesti sarebbe una risposta parziale e insufficiente. Modena è una città capace di stare insieme anche nelle ore più difficili. AVS chiede a tutte le istituzioni e a tutti gli attori politici e sociali di contribuire a tenere unita questa comunità, evitando strumentalizzazioni che dividono e alimentano paure, e lavorando invece per risposte concrete: più investimenti nella salute mentale, più coesione, più presenza nei territori'.
Strage di Modena, Avs: 'Sbagliato attribuire responsabilità collettive a una comunità straniera'
'Perdere il filo di una persona in cura, lasciandola sola con i propri demoni, è un fallimento collettivo. Non si può continuare a tagliare risorse ai servizi'
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