'La prossima elezione del Rettore sia occasione per un rinnovamento profondo delle politiche del nostro ateneo, facendolo ritornare attrattivo per i cervelli e le competenze che sono reperibili nelle aree che oggi mostrano il più forte sviluppo del sapere'. Il Capogruppo Lega in Consiglio Comunale a Modena Giovanni Bertoldi interviene poco dopo la pubblicazione dei risultati delle indagini della Guardia di Finanza a carico in particolare di un funzionario Unimore accusato di indebiti pagamenti per 260.000 euro, in diversi anni.
“Da tempo giravano voci sul fatto che in amministrazione ci fossero cose che non andavano” dichiara Bertoldi, “l’Università di Modena ha bisogno di una discontinuità forte e di aprirsi all’esterno. Invece, negli ultimi anni si è chiusa in sé stessa e ha ostacolato i docenti e ricercatori che venivano dall’estero o da altre università. Una università che guarda al proprio ombelico è destinata ad essere un luogo stantio caratterizzato da diffuse corruttele, da scarsa innovazione. Modena, così rischia di vedere il suo ateneo, uno dei più antichi e prestigiosi dell’Occidente, indirizzato verso un rapido declino. Al di là di come finiranno le vicende giudiziarie, l’Università deve interrogarsi sull’efficacia dei suoi controlli interni e sul fatto che probabilmente si è formato un gruppo connivente che ha consentito la gestione in modo spregiudicato dell’economia dell’ente.
Nelle difficoltà che toccano l’ateneo anche il Comune ha le sue responsabilità perché ha sempre visto la presenza dell’università come marginale rispetto alle politiche della città e questo è dimostrato dall’assenza di un vero e proprio campus, dalla difficoltà per gli studenti fuori sede di trovare un alloggio e da tanto altro' - chiude il capogruppo Lega.
'Aprirsi all'esterno e controllare all'interno: di questo ha bisogno Unimore'
Il Capogruppo Lega Giovanni Bertoldi sulle indagini dalla GDF per peculato, falsità ideologica e truffa. 'Il cambio di rettore sia occasione per rinnovamento'
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