Non sono bastate le rassicurazioni della Consulta per l'integrazione di Carpi che prevedendo evidentemente polemiche, aveva messo le mani avanti nei giorni con una nota. Facendo sapere che la processione per celebrare la ricorrenza sciita dell’Āshūrāʾ, promossa dall’associazione Immamya Welfare International, con centinaia di di persone che, tradizionalmente, in segno di penitenza si battono il petto per tutta la durata del tragitto, si sarebbe svolta con particolare attenzione soprattutto nei confronti dei cittadini che volontariamente o casualmente vi avrebbero assistito. Il corteo con partenza da piazzale Ramazzini e percorso e arrivo in via Unione Sovietica, sede dell'associazione islamica, avrebbe dovuto svolgersi seguando alcune indicazioni precise: prima di tutto un volantino, in lingua italiana, per informare la cittadinanza circa le motivazioni della processione e le origini della ricorrenza, 'che nulla ha di aggressivo' - teneva a specificare la Consulta. Inoltre, ai partecipanti al corteo era stato indicato di indossare una maglietta, per rendere più simbolico e meno impattante dal punto di vista visivo il rito. Inoltre, prima della partenza dei devoti, le autorità religiose sciite sarebbero dovute intervenire per spiegare nuovamente, in lingua italiana, il senso e le motivazioni di questo rito.
Rassicurazioni che nono sono appunto bastate agli esponenti di Forza Nuova in Piazzale Ramazzini hanno organizzato una manifestazione di protesta contro la celebrazione del rito in centro a Carpi.
Il sindaco Bellelli sembra refrattario sulla violenza quando proviene da riti dell'integralismo islamico. Promuovere pratiche come l'Ashura nelle strade di Carpi significa gettare la spugna sul piano di sostituzione del popolo italiano.



