'Siamo alle solite: a Modena la sovrapposizione e confusione tra partito e istituzioni grava sulle spalle dei cittadini i cui problemi vengono affrontati e risolti solo se coincidono con le esigenze del PD. Ogni anno abbiamo il problema delle graduatorie di accesso ai nidi e della disponibilità di posti e non si trova una via risolutiva, nonostante il costante aumento delle entrate tributarie che dovrebbero servire proprio per garantire i servizi. Quest’anno il tema risulta ancora più fastidioso in quanto la notizia principale non è quella di un assessore attento alle difficoltà delle famiglie ma di un assessore che deve risolvere la sua posizione di segretario cittadino del partito, diviso tra le dimissioni dall’incarico partitico richieste dal sindaco Mezzetti e il mantenimento dello stesso voluto dall’ex sindaco Muzzarelli che ancora pretende di dettare le regole istituzionali', continua Rossini.
'Preoccupa poi la posizione che pare essere stata espressa dal sindaco Mezzetti dalle pagine della stampa locale che adombra le necessità di una riduzione dei posti in considerazione del calo demografico. Come abbiamo avuto modo di rilevare durante il dibattito che si è svolto in Consiglio comunale sulle linee programmatiche, l’offerta va ampliata nonostante il calo demografico trovando nuove soluzioni (pensiamo ad esempio ai micronidi di cui si fa esperienza in alcuni comuni e al coinvolgimento delle scuole paritarie). Questa è la vera sfida, non certo adombrare un ridimensionamento dovuto al calo demografico che può essere affrontato solo implementando i sostegni alle famiglie, non riducendoli. D’altra parte il calo demografico nelle linee programmatiche viene subito e non si parla mai di bambini e di famiglia. Ci domandiamo se l’assessore Venturelli avrà tempo tra dibattiti sulla segreteria PD sì/segreteria PD no e elezioni regionali per mettere la testa sui problemi delle famiglie modenesi', conclude Rossini.



