'I modenesi hanno rifiutato di partecipare al tentativo di vendetta del centro-destra nei confronti della magistratura. I modenesi hanno detto che la 'battaglia dei 30 anni', dai tempi di 'Mani Pulite', alimentata dai finti garantisti, di Lega e Forza Italia in particolare, deve finire - continua Articolo Uno -. I modenesi hanno espresso con chiarezza la loro contrarietà all'utilizzo di uno strumento improprio come i referendum, non adatto a regolare i rapporti tra politica, governo e magistratura, tra poteri dello Stato, e chiedono che sia il Parlamento, secondo i principi di autonomia e rispetto reciproco, sanciti dalla Costituzione, a legiferare, senza 'rivincite' e senza intenti punitivi nei confronti dell'ordine giudiziario.
Rimane il grave danno ad un istituto di democrazia diretta, come il referendum che, sebbene in questo caso non attivato dal 'popolo' con le 500.000 firme, ma dalla supina obbedienza di nove regioni di centrodestra alle direttive di Salvini, reso da molto tempo strumento di piccole battaglie politiche e non, invece, come dovrebbe essere, uno strumento di decisione diretta dei cittadini su grandi tempi ed opzioni. I modenesi, al pari degli italiani, hanno mostrato molta più maturità e intelligenza di certa politica resa cieca, lontana dal sentire e dai problemi delle persone comuni (lavoro precario e salari, inflazione, caro energia, caro carburante, salute e servizi, scuola pubblica etc), dal risentimento e dalla continua, perenne, propaganda'.



