Una manovra che, al di là del commento alle dichiarazioni di Giacobazzi, non piace comunque più di tanto nemmeno a Rifondazione. 'Il bilancio di previsione del comune di Modena non rispecchia certamente le scelte che avrebbe assunto Rifondazione Comunista, in particolare per quanto riguarda l’abolizione della progressività fiscale che garantiva una Irpef a scaglioni di reddito; una scelta che farà aumentare significativamente la tassazione locale anche a redditi medio-bassi.
Tuttavia, non si può negare che, in un contesto caratterizzato da significativi tagli reali del Governo ai trasferimenti destinate agli enti locali (un totale di 3,5 miliardi di euro di minori trasferimenti sarà distribuito nel quadriennio 2025-2029, con ulteriori cinque miliardi previsti tra il 2030 e il 2037. In totale, si tratta di oltre otto miliardi di euro di tagli necessari per rispettare i vincoli stabiliti dal nuovo patto di stabilità dell'Unione Europea, redatto da Gentiloni e approvato anche dalla Presidente Meloni), di cui 2 milioni in meno sul bilancio 2025 del Comune di Modena, l’impostazione economica della giunta Mezzetti cerchi di tutelare le fasce sociali più vulnerabili. È “comunismo reale” introdurre una soglia di esenzione Irpef per tutti coloro che hanno un imponibile inferiore o pari a 15.000 euro? A nostro avviso, si tratta di una misura di giustizia sociale che avrebbe dovuto essere prevista già molto tempo fa' - spiega la segreteria di Rifondazione Comunista.
'Vogliamo sottolineare che la vera mazzata ai conti delle lavoratrici e dei lavoratori a basso reddito arriverà con l’entrata in vigore, nel 2025, della riforma del cuneo fiscale, la quale prevede un taglio di circa 1.200 euro all’anno per chi ha un reddito compreso tra gli 8.500 e i 9.000 euro.
D'altronde, il Governo Meloni e la maggioranza di estrema destra che lo sostiene, compresa Forza Italia, non possono destinare fondi ai Comuni, alla sanità e alla scuola pubblica, poiché sono troppo impegnati a sperperare denaro pubblico nel riarmo (32 miliardi nel 2025, un record assoluto per l’Italia), nell’invio di armi per l'Ucraina, nella costruzione del ponte sullo stretto di Messina (13,5 miliardi), nel riportare in Libia, con volo di Stato, un trafficante torturatore e stupratore di esseri umani, e infine nel trasporto andata e ritorno di migranti inermi dall'Albania, con una spesa di 200 mila euro a viaggio'.



