'Da oltre una settimana assistiamo ad una narrazione mediatica che parla di una sanità senza confini tra le province di Modena e Reggio Emilia. Si citano la riqualificazione dei servizi, la tenuta del Punto Nascite di Sassuolo, la riorganizzazione delle chirurgie e dei Punti di Primo Intervento. Eppure, in questa messa in scena di proclami e 'fasi zero', c'è un'assenza rumorosa: le organizzazioni sindacali non sono mai state convocate e la UIL di Modena, esattamente come la UIL di Reggio Emilia, continua ad apprendere dettagli ed intenzioni esclusivamente dalle pagine dei quotidiani. Questo non è un semplice scivolone di metodo, ma un fatto d'una gravità inaudita'.
'Le Aziende Sanitarie sono realtà pubbliche e la sanità non è un risiko dove spostare caselle, pedine o risorse per coprire le carenze d'organico o i buchi di bilancio. Questa gestione verticistica smentisce nei fatti e calpesta lo spirito del Patto per il Lavoro, il Clima e l'Economia Sociale, sottoscritto solennemente solo un mese fa. Quel Patto non è una cornice cerimoniale, ma un accordo vincolante che mette al centro la concertazione preventiva, la trasparenza e la democrazia partecipata per garantire una sanità davvero pubblica e universalistica. Saltare a piè pari la convocazione della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, l'unico luogo istituzionale preposto a valutare criticità, carichi di lavoro, piante organiche e impatto sui servizi, significa voltare le spalle a quell'impegno e negare ai cittadini e agli operatori il diritto di sapere cosa accadrà realmente nei presidi del territorio'.
'Cosa c'è davvero dentro questo progetto? Quali sono i numeri reali sulle liste d'attesa, sulla mobilità del personale tra le due province, sui turni di guardia e sulla tenuta complessiva dell'offerta sanitaria?


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