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Ausl, integrazione Sassuolo-Scandiano, anche la Uil boccia il piano di Altini: 'Gravità inaudita, gestione verticistica'

Ausl, integrazione Sassuolo-Scandiano, anche la Uil boccia il piano di Altini: 'Gravità inaudita, gestione verticistica'

'Saltare a piè pari la convocazione della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria significa voltare le spalle a cittadini e operatori sanitari'


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'Il cuore della vicenda che sta travolgendo il distretto sanitario tra Sassuolo e Scandiano non sta nei titoli dei giornali né nelle interviste televisive rilasciate in queste ore. Il vero nodo della questione è politico, istituzionale e profondamente sociale: si sta tentando di far passare sopra le teste dei cittadini e dei lavoratori un progetto di riorganizzazione interprovinciale senza il minimo coinvolgimento delle parti sociali, gestendo la sanità pubblica come fosse un affare privato da annunciare a cose fatte'. Così in una nota la Uil di Modena e Reggio con i coordinatori Roberto Rinaldi e Nicola Russo sul caso della integrazione Sassuolo-Scandiano che ha visto la lettera dei 6 chirurghi contro il piano del Dg Mattia Altini, ritrattata in una settimana.
'Da oltre una settimana assistiamo ad una narrazione mediatica che parla di una sanità senza confini tra le province di Modena e Reggio Emilia. Si citano la riqualificazione dei servizi, la tenuta del Punto Nascite di Sassuolo, la riorganizzazione delle chirurgie e dei Punti di Primo Intervento. Eppure, in questa messa in scena di proclami e 'fasi zero', c'è un'assenza rumorosa: le organizzazioni sindacali non sono mai state convocate e la UIL di Modena, esattamente come la UIL di Reggio Emilia, continua ad apprendere dettagli ed intenzioni esclusivamente dalle pagine dei quotidiani.
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Questo non è un semplice scivolone di metodo, ma un fatto d'una gravità inaudita'.
'Le Aziende Sanitarie sono realtà pubbliche e la sanità non è un risiko dove spostare caselle, pedine o risorse per coprire le carenze d'organico o i buchi di bilancio. Questa gestione verticistica smentisce nei fatti e calpesta lo spirito del Patto per il Lavoro, il Clima e l'Economia Sociale, sottoscritto solennemente solo un mese fa. Quel Patto non è una cornice cerimoniale, ma un accordo vincolante che mette al centro la concertazione preventiva, la trasparenza e la democrazia partecipata per garantire una sanità davvero pubblica e universalistica. Saltare a piè pari la convocazione della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, l'unico luogo istituzionale preposto a valutare criticità, carichi di lavoro, piante organiche e impatto sui servizi, significa voltare le spalle a quell'impegno e negare ai cittadini e agli operatori il diritto di sapere cosa accadrà realmente nei presidi del territorio'.
'Cosa c'è davvero dentro questo progetto? Quali sono i numeri reali sulle liste d'attesa, sulla mobilità del personale tra le due province, sui turni di guardia e sulla tenuta complessiva dell'offerta sanitaria?
La UIL di Modena lo chiede con forza e senza mediazioni al presidente della Ctss Massimo Mezzetti e all’assessore Regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi. La salute delle persone, la qualità della cura nel distretto ceramico e le condizioni operative di chi manda avanti i reparti ogni giorno non si tutelano con gli annunci o con il carosello delle dichiarazioni politiche. La politica e le direzioni sanitarie fermino questa corsa in avanti, interrompano lo spettacolo mediatico e ripristinino immediatamente la lealtà delle relazioni sindacali attraverso la convocazione urgente di una CTSS mirata. Su un tema di questa portata sociale non faremo alcun passo indietro' - chiudono Rinaldi e Russo.
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