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Azione: 'Aimag nelle mani di Hera, si svende patrimonio pubblico'

Azione: 'Aimag nelle mani di Hera, si svende patrimonio pubblico'

'Si sta svendendo il patrimonio pubblico in contrasto sia della normativa europea sia della trasparenza nella tutela degli interessi dei cittadini'


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'E mentre i Comuni di Carpi e di Mirandola stanziano 70.000 euro per due incarichi di consulenza al fine di valutare, dal punto di vista giuridico e economico – finanziario, l’operazione di “Rafforzamento della partnership industriale fra Aimag ed Hera”, con atto ufficiale di Hera pubblicato dall’Antitrust vengono confermate le preoccupazioni e i dubbi sollevati da tanti in questi mesi. E’ chiaro quindi che dietro al tanto decantato “rafforzamento” c’è la piena cessione del controllo della società mirandolese al socio bolognese'. A parlare è il segretario provinciale di Azione, Stefania Cargioli.
'In questa operazione l’individuazione di un partner industriale è effettuato senza nessun confronto economico industriale (leggasi gara come richiederebbe la normativa europea) ma attraverso processi di acquisizione da parte di un socio attualmente minoritario. Come è possibile continuare a sostenere davanti ai cittadini, a tutti gli effetti i veri proprietari di Aimag, che l’azienda continuerà ad essere pubblica quando il socio è quotato in borsa? Aimag è un’azienda pubblica radicata nel territorio. E’ dei cittadini e lavora per le comunità della bassa. – dichiara Stefania Cargioli – E in questa logica ogni operazione deve prevedere la massima trasparenza e chiarezza verso i cittadini e soprattutto la loro tutela mission prioritaria che ogni Ente pubblico ha.
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In sintesi si sta svendendo il patrimonio pubblico in contrasto sia della normativa europea sia della trasparenza nella tutela degli interessi dei cittadini'.

 

'Già a settembre 2023 uscii con una dichiarazione in merito ai primi tentativi di snaturare una ipotetica compravendita Hera – Aimag, che avrebbe dovuto essere per natura una domanda e una offerta. Ma da parte di Hera non si è vista nessuna offerta anzi la sensazione è che si tratti di una operazione per cooptazione a saldo quasi zero - aggiunge il referente locale di Azione della Bassa, Riccardo Zaccarelli (nella foto) -. Gli amministratori pubblici hanno il dovere di mantenere integro il valore dell’azienda del territorio e chi vorrebbe comprarla ha il dovere di fare un’offerta chiara, trasparente e sonante, soprattutto in termini danarosi, per permettere agli stessi amministratori di valutare il tutto per il bene della collettività'.
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