'In questa operazione l’individuazione di un partner industriale è effettuato senza nessun confronto economico industriale (leggasi gara come richiederebbe la normativa europea) ma attraverso processi di acquisizione da parte di un socio attualmente minoritario. Come è possibile continuare a sostenere davanti ai cittadini, a tutti gli effetti i veri proprietari di Aimag, che l’azienda continuerà ad essere pubblica quando il socio è quotato in borsa? Aimag è un’azienda pubblica radicata nel territorio. E’ dei cittadini e lavora per le comunità della bassa. – dichiara Stefania Cargioli – E in questa logica ogni operazione deve prevedere la massima trasparenza e chiarezza verso i cittadini e soprattutto la loro tutela mission prioritaria che ogni Ente pubblico ha. In sintesi si sta svendendo il patrimonio pubblico in contrasto sia della normativa europea sia della trasparenza nella tutela degli interessi dei cittadini'.
'Già a settembre 2023 uscii con una dichiarazione in merito ai primi tentativi di snaturare una ipotetica compravendita Hera – Aimag, che avrebbe dovuto essere per natura una domanda e una offerta. Ma da parte di Hera non si è vista nessuna offerta anzi la sensazione è che si tratti di una operazione per cooptazione a saldo quasi zero - aggiunge il referente locale di Azione della Bassa, Riccardo Zaccarelli (nella foto) -. Gli amministratori pubblici hanno il dovere di mantenere integro il valore dell’azienda del territorio e chi vorrebbe comprarla ha il dovere di fare un’offerta chiara, trasparente e sonante, soprattutto in termini danarosi, per permettere agli stessi amministratori di valutare il tutto per il bene della collettività'.


