Controllo esclusivo: senza ambiguità né retorica.
Non sappiamo se sia stato questo uno il contenuto del piano presentato ai consiglieri comunali - sul quale Aimag ha imposto il voto del silenzio, per mezzo dei singoli sindaci. Ma a questo punto crediamo che non lo sia stato. Perché nessuno, fino a oggi, aveva davvero parlato di controllo esclusivo. E infatti diversi esponenti del PD della bassa, fra i quali Diego Zanotti di Novi e Carlo Bassoli di Mirandola, hanno palesato le proprie perplessità in merito.
Hanno per questo il bel da promuovere consulenze finanziarie e legali i sindaci del territorio, capitanati da Riccardo Righi di Carpi. E hanno il bel da sbandierare il mantenimento del “controllo pubblico” dell’azienda. Confondendo, per fini politici e di opportunità tecnica, il possesso del capitale con il controllo reale. Perché è vero che la strettissima maggioranza delle azioni resterà nelle mani del pubblico. Ma è anche vero che l’operazione disegna e presuppone una governance tutta nelle mani del privato. Vero e certificato da chi deve certificarlo: l’Antitrust. Perché questa operazione pone evidentemente criticità sui mercati in termini di concorrenza. Specie – come avevamo già previsto da queste colonne – in relazione all’affidamento dei servizi primari e alle gare da affrontare nei prossimi anni. E alle possibili azioni e ritorsioni dei concorrenti.
Per questo diventano ancora più forti le parole dell’ex sindaco di Mirandola Luigi Costi. Che al di là del folclore nelle ricostruzioni sulle liti e successive ricuciture con Righi, ha comunque espresso il proprio pensiero affermando che “è inaccettabile che chi detiene il 51% delle azioni arrivi a contare come il due di coppe quando ci sono sotto i denari”. Aggiungendo: “se chi governa ritiene che il tempo dell’autonomia di Aimag sia alle nostre spalle, ha il dovere di dirlo esplicitamente e di perseguire l’obiettivo in modo trasparente e lineare e non con soluzioni pasticciate e politicamente insostenibili”.
Ora i sindaci devono andare nei consigli comunali e spiegare esattamente e esplicitamente quello che stanno facendo e perché. Anche perché non troveranno opposizione: il centrodestra a ogni livello pare avere già assorbito e avallato queste decisioni e l’unica opposizione può venire dal PD dove non governa, come a Mirandola e Novi. E piazza e referendum avranno in passato anche fermato quei sindaci di Carpi nati e cresciuti con Aimag.
Ma non fermeranno di certo il modenese Riccardo Righi, cresciuto a pane e Hera. Sempre che dalle consulenze non emerga che la cessione del controllo esclusivo finora pubblico a un socio privato, seppur fatta senza cessioni di quote, richieda comunque una procedura a evidenza pubblica.
Eli Gold



