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Baby gang, Arletti e Pulitanò (Fdi): 'A Modena si vive nella paura'

Baby gang, Arletti e Pulitanò (Fdi): 'A Modena si vive nella paura'

'Tutta la Provincia ormai vive nel timore di incappare in queste persone in ogni momento o in ogni circostanza'


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Sulla situazione di violenza dilagante delle baby gang sono intervenuti i consiglieri regionali Ferdinando Pulitanò, vicepresidente di Fdi in Regione e Annalisa Arletti, presidente della commissione Bilancio della Regione: 'Non è mai troppo tardi, si usa dire, ma in questo caso sta per diventare una falsità. Se non si prenderanno con effetto immediato provvedimenti seri e concreti per contrastare l'onda devastante delle baby gang, si rischia di arrivare ad un punto in cui non sarà più possibile tornare indietro. La posta in palio è troppo alta per lasciar correre questo fenomeno o per pensare di combatterlo con l'educazione, l'ascolto e la tolleranza. L'approccio ideologico e inclusivo della sinistra sta alimentando un mostro che ancora non sappiamo a che dimensioni possa aspirare', ha attaccato Pulitanò.
'Come Fratelli d'Italia - ha ripreso Pulitanò - abbiamo nel tempo presentato varie risoluzioni in Regione per proporre alla sinistra, che governa con la carota, strumenti e misure che possano realisticamente dare una sterzata nell'approccio a questa piaga sociale, ma ogni volta siamo rimasti sgomenti nel vedere le nostre proposte bocciate. L'ultima in ordine di tempo quella relativa alla possibilità di viaggiare gratuitamente per gli uomini e le donne delle forze dell'ordine sui mezzi di trasporto locali.
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Incredibile per la Regione abbia bocciato una misura di buonsenso che già viene attuata da tempo in altre Regioni italiane. Chi amministra si metta una mano sulla coscienza e abbandoni per una volta l'ideologia in favore di una comunità che non merita questo'.
'Ogni giorno ormai si legge sui quotidiani di aggressioni, furti e intimidazioni da parte di gruppi di giovani delinquenti che hanno dimostrato già ampiamente di non aver paura delle istituzioni, per come sono ora formate - ha proseguito Annalisa Arletti - Per le strade, fuori dalle scuole e sovente sui mezzi di trasporto o in prossimità delle stazioni delle corriere e dei treni c'è solo l'imbarazzo della scelta su quale atto violento sia il peggiore o il più insensato. Perché non si tratta nemmeno più di una questione legata al furto, ma di spaventare, fare male e aggredire per il solo gusto - se di gusto si può parlare - di farlo. Quando si arriva alla violenza fine a se stessa è evidente che la situazione sia ormai con ogni evidenza completamente fuori controllo - ha specificato la Arletti -. A questo punto solamente misure drastiche possono servire per fermare questo crescendo preoccupante e minaccioso.
Tutta la Provincia ormai vive nel timore di incappare in queste persone in ogni momento o in ogni circostanza. Se il timore del furto della borsetta è sempre esistito, ora appare come male minore di fronte a movimento che non ha pietà e che si nutre di violenza'.
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