“Quelle dei baristi e dei ristoratori sono le categorie più colpite dalla pandemia per le conseguenze economiche che questa ha comportato. Pertanto vanno capiti, così come va capito il disagio che stanno patendo anche a causa della profonda incertezza nella quale si stanno trovando ad operare, cercando di orientarsi all'interno di una normativa che sino ad oggi è stata alquanto confusa e non ha permesso loro di pianificare la loro attività. Da qui la mia più ferma condanna rispetto a un governo che, anziché cercare di capire le difficoltà reali che ristoratori e baristi si sono trovati a dover fronteggiare, li punisce con multe e denunce. Questo non significa in alcun modo sostenere forme di disobbedienza civile, che, nei fatti, si concretizzerebbe col compimento di illegalità in violazione dei decreti e delle norme”. Così il consigliere regionale della Lega Emilia Romagna, Stefano Bargi, interviene sulla manifestazione 'Io apro', annunciata per venerdi' 15 gennaio, che ha raccolto adesioni anche nel modenese. Una manifestazione contro la quale, viceversa, si è scagliato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli (qui l'articolo) affermando che 'chi istiga a disobbedienza ha altri interessi'.
“Delle due l'una – propone Bargi -: il governo centrale si decida.
Vuole chiudere queste attività? Bene le chiuda punto e basta, le aperture in modalità “stop and go” hanno mostrato di essere fallimentari, ma garantisca loro ristori certi, pronti, soprattutto adeguati e non mancette come quelle elargite sino ad oggi. Se non si vuole perseguire la strada della chiusura totale, allora venga consentito a baristi e ristoratori di riaprire full time, purché rispettino tutte le cautele del caso, dall'uso obbligatorio delle mascherine al distanziamento sociale, alle altre misure volte alla tutela della salute”.


