mi permetto di scriverle per alcune considerazioni sull’ultima tornata elettorale.
La sinistra ha obiettivamente stravinto perché ha gareggiato senza avversari, in quanto il popolo di centro-destra ha disertato le urne.
Ho sentito dire che la colpa era del ritardo con cui sono stati scelti i candidati, che i candidati civici non hanno convinto gli elettori, che sono stati sbagliati gli slogan. Tutto può essere.
Penso però che la verità sia ancora diversa. Il popolo di centro-destra, ed in particolare quello che fa riferimento a Forza Italia e Lega, è rimasto a casa perché non riconosce più l’attività politica dei suoi partiti di riferimento.
Quando la Lega passò dal 15% delle politiche ad oltre il 30% delle europee lo fece con una azione di governo fortemente caratterizzata. Contrasto all’immigrazione, Quota 100, Legge sulla legittima difesa…
Il consenso a questi provvedimenti era molto esteso, e il popolo di centro-destra andava compatto a votare.
Oggi invece vediamo che non solo quelle azioni di contrasto all’immigrazione selvaggia non esistono più, che chi si difende dai delinquenti finisce in galera al loro posto, che domani quota 100 verrà smantellata, e che i provvedimenti tanto cari ai M5s ed alla sinistra invece sono l’agenda di governo, dal reddito di cittadinanza all’aumento delle imposte dopo l’aumento di gas, luce e benzina.
Hanno un bel da dire Giorgetti e i suoi ministri che senza la Lega al governo sarebbero state fatte cose peggiori, ma il popolo del centro-destra non vede la differenza, mentre nel governo gialloverde l’azione si caratterizzava ed otteneva risultati. L’impresentabilità di diversi ministri mina la credibilità del governo, il caos green pass che esiste solo in italia, le restrizioni pandemiche folli e totalmente casuali, la mancanza di un qualsiasi dialogo con gran parte del paese.
Taccio per pudore dei ministri espressi da Forza Italia, quotidianamente proni ed entusiasti su qualsiasi provvedimento del governo.
Per questi motivi, a mio avviso, gli elettori sono rimasti a casa. Per riconquistarli, o la Lega si rimette a fare la Lega e Draghi riprende qualche tema caro anche all’elettorato di centro-destra, oppure è necessario uscire dal governo e tornare all’opposizione, con buona pace degli intellettuali di sinistra a cui piace tanto una destra perdente.
Dottor Carlo Alberto Bulgarelli - commercialista revisore contabile



