'E’ grave che i numeri fatti dall’assessore Camporota non corrispondano alla realtà dei fatti (i metal detector disponibili per gli agenti sarebbero 4 invece che 8); è grave che non siano stati fatti i corsi di formazione degli operatori, né che siano state predisposte delle linee guida su come e quando utilizzare questi strumenti, né che ci sia stato un preciso coinvolgimento della Prefettura e del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sul ruolo che gli operatori della Polizia Locale possono avere per poter intervenire alla ricerca di armi portate in giro illegalmente (senza la necessità della preventiva autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria), secondo quanto disposto dagli articoli 38 e 41 del TULPS. Ricordo che il metal detector è uno strumento inoffensivo, non invasivo (al contrario di una perquisizione personale) e preventivo, che impedisce che la Modena diventi una sorta di Far West in cui la gente gira armata per offesa o per difesa. Né si può addurre un comportamento discriminatorio (come affermato da alcuni consiglieri del PD in Consiglio Comunale) nei confronti dei soggetti a cui si ritiene di fare un controllo, perché altrimenti questa ipotetica discriminazione si dovrebbe applicare anche ai controlli per alcol e droga che si fanno comunemente agli automobilisti - aggiunge Bertoldi -. Quello che si evince da questa vicenda è che manca a Modena una chiara visione sulle politiche per la sicurezza con decisioni contraddittorie e spreco di denaro pubblico: si continuano ad acquistare dispositivi (oltre ai metal detector, body cam, lacci in kevlar, ecc.), che poi vengono riposti negli armadi e non vengono utilizzati.
Bertoldi (Lega): 'Assessore alla sicurezza smentita da agenti polizia locale'
'Si continuano ad acquistare dispositivi (oltre ai metal detector, body cam, lacci in kevlar...), che poi vengono riposti negli armadi'
'E’ grave che i numeri fatti dall’assessore Camporota non corrispondano alla realtà dei fatti (i metal detector disponibili per gli agenti sarebbero 4 invece che 8); è grave che non siano stati fatti i corsi di formazione degli operatori, né che siano state predisposte delle linee guida su come e quando utilizzare questi strumenti, né che ci sia stato un preciso coinvolgimento della Prefettura e del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sul ruolo che gli operatori della Polizia Locale possono avere per poter intervenire alla ricerca di armi portate in giro illegalmente (senza la necessità della preventiva autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria), secondo quanto disposto dagli articoli 38 e 41 del TULPS. Ricordo che il metal detector è uno strumento inoffensivo, non invasivo (al contrario di una perquisizione personale) e preventivo, che impedisce che la Modena diventi una sorta di Far West in cui la gente gira armata per offesa o per difesa. Né si può addurre un comportamento discriminatorio (come affermato da alcuni consiglieri del PD in Consiglio Comunale) nei confronti dei soggetti a cui si ritiene di fare un controllo, perché altrimenti questa ipotetica discriminazione si dovrebbe applicare anche ai controlli per alcol e droga che si fanno comunemente agli automobilisti - aggiunge Bertoldi -. Quello che si evince da questa vicenda è che manca a Modena una chiara visione sulle politiche per la sicurezza con decisioni contraddittorie e spreco di denaro pubblico: si continuano ad acquistare dispositivi (oltre ai metal detector, body cam, lacci in kevlar, ecc.), che poi vengono riposti negli armadi e non vengono utilizzati.
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