“Quasi 8 minori su 100 residenti in regione sono presi in carico, cioè formalmente seguiti e assistiti dai servizi sociali territoriali; alcuni sono stati affidati a famiglie affidatarie o collocati in case famiglia”, scrive Barcaiuolo, sottolineando, tuttavia, che “il Servizio sociale, quale servizio pubblico, ha l’obbligo di dare comunicazione alle famiglie riguardo allo stato di salute dei figli e rispettare il diritto di visita tra genitori e minori”, diritto che rientra tra le situazioni di necessità previste dal decreto del Presidente del consiglio. Pare infatti che, dall’inizio dell’emergenza, fa presente Barcaiuolo, “molti incontri siano stati sospesi a data da destinarsi e alcuni genitori non abbiano informazioni in merito allo stato di salute dei loro figli collocati in case famiglia, ai quali, peraltro, i Servizi sociali non rispondono neppure al telefono”.
E a intervenire sulla richiesta di rinvio a giudizio è anche il consigliere della Lega Stefano Bargi.
“Solo un piccolo “raffreddore”.
Così parlò Giuliano Limonta, presidente della commissione tecnica regionale sui minori voluta dal governatore dell’Emilia, Bonaccini, dopo i gravissimi fatti emersi dalle pratiche degli affidi dei minori in Val d’Enza. Peccato che sull'inchiesta “Angeli e Demoni”, oggi la Procura della Repubblica di Reggio Emilia abbia formulato la richiesta di 24 rinvii a giudizio (su una trentina di indagati)”.“Il centrodestra – sottolinea il leghista – rimane garantista, tuttavia nell’ambito di una tale massiccia contestazione di reati non puo’ tacere e neppure puo’ il Pd trincerarsi dietro una supposta strumentalizzazione. Qui non strumentalizza nessuno, anzi, pare piuttosto che a strumentalizzare bambini e famiglie sia invece stato il sistema amministrativo del quale qualcuno si vantava come esempio da portare nelle altre Regioni”.



