Solo tre carrozze, di cui una chiusa, hanno costretto stamane i pendolari della Ravenna-Bologna a stare stipati 'come bestiame', mentre a Lugo alcuni viaggiatori si sono dovuti rassegnare a rinunciare a prendere l'auto per andare al lavoro. La denuncia, che arriva da Federconsumatori, fa arrabbiare il consigliere regionale del M5s, Andrea Bertani, che se la prende con la Regione e con Stefano Bonaccini 'che si straccia le vesti per la Cispadana e altre grandi opere inutili ma che continua ad ignorare la situazione delle nostre linee ferroviarie'. Il treno è il 2996 delle 07.55 che trasporta i pendolari di Ravenna e Lugo a Bologna, spiega l'associazione dei consumatori, che come testimone della vicenda ha il presidente regionale, Marcello Santarelli, che utilizza ogni giorno questa tratta. Non solo il treno ha messo a disposizione solo due carrozze, protesta Federconsumatori, ma quando e' arrivato a Lugo, 'i pochi interstizi rimasti si sono riempiti coi lughesi che sono riusciti ad entrare'. Gli altri sono stati costretti a prendere l'auto. Una situazione 'indecente', oltre che 'pericolosa', visto che 'la capotreno avrebbe dovuto controllare che le persone in piedi non avessero problemi fisici evidenti', ma non ha potuto farlo dato che 'era impossibile muoversi'. Senza contare, aggiunge l'associazione, che i pendolari subiscono 'ritardi, soppressioni di treni, orari improbabili e affollamenti incredibili'.
'Quanto e' accaduto oggi dimostra quanto la Regione abbia a cuore l'efficienza dei servizi ferroviari e la qualità dei viaggi dei nostri pendolari'. Questo episodio, 'ultimo di una lunga serie, è emblematico dell'abbandono in cui versa addirittura il materiale rotabile, quindi non solo le linee', attacca Bertani. 'Da anni si promettono treni nuovi, ma non si sa dove siano. O, meglio, l'assessore ai Trasporti Raffaele Donini vuole che arrivino a poche settimane dal prossimo voto regionale, come se fosse un regalo di Babbo Natale, sperando che i pendolari abbocchino anche stavolta'. L'M5s ricorda infine le proposte fatte 'e sempre rifiutate' da Viale Aldo Moro, come quella di un contratto di servizio con Trenitalia-Tper che preveda serie penali in caso di ritardo o di inadeguatezza evidente dei convogli.



