'L’Emilia Romagna vuole ancora puntare sui distretti? Se la risposta è sì serve un piano di emergenza che metta seriamente a confronto le parti produttive private con le pubbliche amministrazioni per poter rilanciare questo modello caratteristico del nostro territorio. Sarà questo uno dei temi fondamentali che chiunque pensi di presentarsi alle prossime regionali non potrà esimersi dall’affrontare. Insieme a quello delle infrastrutture, su cui ora il Pd tenta di fare propaganda dimenticando che le opere promesse sono ferme da anni”.
Così Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord interviene sui dati del monitoraggio dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna, nel periodo luglio-settembre, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, rispondendo indirettamente sul tema della Bretella sottoposta all'analisi costi-benefici del governo alle critiche della segreteria provinciale del PD di Modena
“Il terzo trimestre del 2018 è risultato negativo per l'export dei distretti dell'Emilia Romagna con un -2,3%, in controtendenza rispetto alla crescita del totale dei distretti tradizionali italiani e questo significa che quello che stiamo facendo per investire su questo sistema economico tipico del nostro territorio non è sufficiente”, spiega il consigliere. “L’andamento del distretto delle piastrelle di Sassuolo, che registra un calo delle vendite estere del 4,3% richiede una particolare attenzione e un sistema regionale capace di fare quadrato per approntare piani strategici di sviluppo di questo e degli altri principali sistemi produttivi di filiera”.
A contrario “i segnali più positivi del sistema moda, in particolare del distretto carpigiano, e le esportazioni dei poli tecnologici regionali, tra cui spicca quello di Mirandola, rendono evidente la possibilità dei distretti di dare ancora tanto alle economie locali”, aggiunge il consigliere “Per questo sarà necessario che, a contrario di quanto fatto fino ad oggi, la prossima giunta regionale si doti di protocolli e piani di sostegno strutturali alle economie di filiera prevedendo una promozione e un supporto non con interventi spot, ma complessivo che coinvolga e valorizzi tutti i passaggi, dall’azienda produttrice al contoterzi, fino alla logistica e alle strategie di vendita del prodotto”. In questo percorso “quantomai necessario, entrano in gioco è evidente, le infrastrutture, tema caldo di queste settimane, ma strumentalizzato dal Pd per confezionare attacchi politici dopo che, per anni le stesse, sotto l’egida di governi di sinistra, non sono mai state realizzate”.



