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Calenda: presto incentivi per auto elettriche o a metano

Calenda: presto incentivi per auto elettriche o a metano

'Nelle economie mature la tecnologia da un lato e il miglioramento della qualità della vita dall'altro sono i grandi driver della crescita', spiega Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico. 'Se vogliamo anticipare l'uscita dal carbone, servono le infrastrutture per il gas e, allo stesso modo, non si può dire ?no al carbone' ma anche ?no al gas', e rinnovabili sì ma non vicino casa mia perché sono brutte'


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Potrebbero essere in arrivo incentivi per l’acquisto di auto a basse emissionielettriche, gas, ibride – con una particolare attenzione per le famiglie a basso reddito. Un intervento ispirato alla naturalità tecnologica. “Nella Strategia energetica nazionale stiamo ragionando sulla possibilità di incentivare il passaggio alle auto elettriche, alle auto a metano e ibride, perché è prevista la neutralità tecnologica, sopratutto per le famiglie che hanno redditi più bassi e auto più vecchie“. Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, lo annuncia a margine della presentazione del rapporto Greenitaly 2017, oggi al Mise.

“Nelle economie mature la tecnologia da un lato e il miglioramento della qualità della vita dall’altro sono i grandi driver della crescita”, spiega Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, e “l’inquinamento in questi giorni è uno degli temi centrali della vita della gente“. Oltre al discorso degli incentivi “abbiamo già recepito una direttiva che si chiama Dafi (Directive on alternative fuels infrastructure, ndr) che ha l’obiettivo di rafforzare la presenza di distribuzione- spiega poi Calenda- perché sia per quanto riguarda l’auto elettrica sia per quanto riguarda il metano il tema vero è la distribuzione“.

“Oggi presenteremo in Parlamento la Strategia energetica nazionale, la Sen, che avrà un obiettivo

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molto ambizioso: portare l’Italia fuori da carbone entro il 2025″. “Bisogna però essere essere coscienti che per onorare gli impegni presi” a livello internazionale, come ad esempio gli Accordi di Parigi, “serve una consapevolezza diffusa”, prosegue Calenda, “dobbiamo andare al 2025 a una produzione elettrica senza carbone ma essere consapevoli che servono infrastrutture per l’energia di transizione, che è il gas“. Però, argomenta Calenda, allo stesso modo “se vogliamo decarbonizzare e serve un’infrastruttura e non la vogliamo fare, vuol dire che non siamo consapevoli”.

Nella Strategia energetica nazionale, annuncia il ministro Calenda, ci sarà un elenco delle infrastrutture necessarie alla transizione energetica, da quelle relative alle fonti fossili più inquinanti a quelle relative alle rinnovabili passando per quelle delle fonti fossili meno inquinanti come il gas, ritenuto fonte-ponte verso le energie pulite. “Accanto agli obiettivi di uscita dal carbone e sulle rinnovabili, la Sen avrà una lista delle infrastrutture e dei progetti che vanno realizzati“, spiega Calenda, perché “se vogliamo, ad esempio, anticipare l’uscita dal carbone, servono le infrastrutture per il gas” e, allo stesso modo, “non si può dire ‘no al carbone’ ma anche ‘no al gas’, e ‘rinnovabili sì ma non vicino casa mia perché sono brutte'.

Insomma, è

necessario “essere consapevoli che servono infrastrutture per la transizione energetica” e da questo punto di vista “abbiamo bisogno della collaborazione delle Regioni”, aggiunge Calenda, e la lista serve “perché sia chiaro che quando c’è la sindrome Nimby (Not in my backyard, non dalle mie parti, ndr) si sta ostacolando un obiettivo del Paese”. Ci sono componenti, conclude Calenda, che “cavalcano il rifiuto della modernità, una componente molto forte nella nostra società”, e da questo punto di vista “la sfida sarà molto locale”.

 

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