Su Facebook Bonaccini si rivolge direttamente a Calenda ponendo sul tavolo il suo 'modello emiliano' che mette appunto insieme tutti, cosa che a Letta non è riuscita.
Parte da un esempio concreto, Bonaccini, quello del rigassificatore a Ravenna 'Il rigassificatore si farà. Non con i militari ma con la politica. Non è uno schiocco di dita, ma una politica seria e faticosa, fatta di confronto e decisioni complesse - scrive Bonaccini -. Come vedi, si può e si deve fare. In Italia come in Emilia-Romagna. Qui lo stiamo facendo con il Pd, Azione e i Verdi, con Italia Viva e Sinistra Italiana. Non siamo sempre d'accordo su tutto, discutiamo. E poi decidiamo. Sarebbe utile fare lo stesso al governo del Paese. Perché governare significa questo, compiere scelte e innescare processi positivi, coinvolgendo le comunità, trovando la sintesi tra forze politiche, coinvolgendo e responsabilizzando le parti sociali'.
'E’ l'esatto opposto di militarizzare e pensare di poter far da soli. E' il 'costo' della democrazia, ma un costo che è giusto pagare per far progredire un popolo e un paese senza strappi ma con una visione d'insieme. Perché con la forza e in solitudine non si ottiene granchè. Forse qualche vittoria di breve periodo, che lascia poi il campo aperto a chi - come questa destra sovranista e populista - non pensa né all'emergenza che l'Italia sta affrontando (altrimenti non avrebbero tolto la fiducia a Draghi), né alla transizione ecologica (altrimenti non avrebbero votato contro il Next Generation EU). Il pragmatismo di cui spesso parli è sacrosanto, e migliaia di amministratori locali del Partito Democratico e dei suoi alleati parlano questa stessa lingua. Per questo io credo che queste cose dovremmo farle insieme, per l'Italia, così come stiamo facendo in Emilia-Romagna. E se anziché dare le pagelle agli altri ogni giorno discutessimo di questo i cittadini ci capirebbero di più' - chiude Bonaccini.



