'In particolare – prosegue Platis – ho ricevuto segnalazioni puntuali dai genitori di Nonantola e di Mirandola, in merito a corse strapiene, tempi di percorrenza lunghissimi e servizio a singhiozzo. Siamo al paradosso che le famiglie debbano continuamente adattarsi alla qualità del servizio di Seta. Un vero e proprio vulnus al diritto allo studio. Oramai – mi riferisce un genitore – siamo di fronte ad una liturgia ipocrita che si ripete ogni anno. Il suo secondo figlio ha iniziato il ciclo di studi alle Superiori e rimangono gli stessi problemi che ho avuto con il primo. Le proposte di cambiare gli orari sono sempre nel cassetto e siamo fermi ad un modello arroccato su se stesso'.
'Il trasporto pubblico locale riceve sistematicamente cospicui finanziamenti, ma il servizio rimane del tutto insoddisfacente. Chiediamo quindi di sapere quante sanzioni siano state comminate al gestore Seta e al gestore Tper per Nonantola, per queste inadempienze, che non rispettano gli standard previsti. Allo stesso tempo, vogliamo chiarezza su quali parametri AMO utilizzi per verificare e rendicontare la qualità delle corse, perché rimangono ancora troppe zone d’ombra. Chiederemo - incalza Platis - di analizzare puntualmente i parametri di 'soddisfazione dell'utenza' che sono alla base dei controlli dell'Agenzia per erogare i premi al gestore degli autobus. Inoltre – aggiunge Platis – il Comune di Modena, agli atti, non ha ancora assegnato il dirigente Roberto Bolondi ad Amo e, nella sezione di amministrazione trasparente della partecipata, risulta che non vi sia alcun direttore generale in servizio. Sebbene non vi sia mai piena certezza sull’effettiva corrispondenza degli atti di Amo alla realtà, resta evidente che l’assenza, in un momento così delicato, di personale qualificato rappresenti un problema. Una situazione che inevitabilmente offre al gestore del servizio un’opportunità di minor controllo e attenzione. Non è accettabile - conclude l'azzurro - che studenti e famiglie debbano sopportare disservizi di questo livello, con ripercussioni dirette sul loro diritto allo studio'.
Sulla vicenda intervengono anche i capigruppo Monica Contursi e Antonio Tirabassi, rispettivamente di Nonantola e Mirandola.




