'Per far fronte alla situazione - ha affermato il ministro nella risposta - la Direzione Penitenziaria ha già preso provvedimenti per trasferire detenuti in altre strutture del distretto, con l’intervento del Provveditorato Regionale di Bologna che ha approvato la richiesta di sfollamento'. Il Ministro ha sottolineato che 'il fenomeno suicidario è un problema complesso che non si può affrontare solo con statistiche, ma che necessita di un intervento sistematico e concreto. Il Governo ha ereditato una situazione delicata e ha lavorato per migliorare il sistema carcerario, intervenendo sia a livello normativo che finanziario. Un esempio di questo impegno è l’aumento delle risorse dedicate all’assistenza psicologica, con progetti specifici per tutelare la salute mentale dei detenuti, in particolare quelli con problemi di tossicodipendenza o disagio psichico'.
In replica alla risposta del Ministro, l’onorevole Stefania Ascari ha dichiarato che 'le carceri non possono e non devono essere considerate discariche sociali, luoghi in cui abbandonare ciò che la società non vuole vedere. Il carcere, secondo la nostra Costituzione, ha una funzione rieducativa, non punitiva fine a se stessa. Ma perché questa funzione sia reale e non solo enunciata, servono scelte concrete, investimenti seri, una visione a lungo termine. Occorrono risorse per garantire la presenza stabile di personale sanitario, educatori, mediatori culturali, figure indispensabili per accompagnare i detenuti in un percorso di consapevolezza e cambiamento. È necessario offrire opportunità lavorative vere, attività sportive, laboratori teatrali, occasioni di studio e formazione professionale: strumenti attraverso cui una persona può ricostruire la propria dignità. E, soprattutto, dobbiamo restituire umanità al carcere.
Approfondimento sui casi dei detenuti deceduti negli ultimi tre mesi al carcere di Modena.
Rispondendo nel merito dei quesiti posti dell'onorevole Ascari, il ministro ha elencato i tre casi.
Il 17 dicembre 2024, il detenuto L.Y. che aveva fatto ingresso presso la Casa circondariale di Modena il 4 dicembre 2024, a seguito di sfollamento dalla Casa circondariale di Ferrara disposto dal Provveditorato regionale, aveva posto in essere un gesto anticonservativo: si era legato alle sbarre della finestra con una corda rudimentale stretta intorno al collo. Prontamente trasportato in ambulanza all'ospedale, è ricoverato in prognosi riservata presso il reparto rianimazione e il 4 gennaio, dove è deceduto “in seguito a collasso cardiocircolatorio in disfunzione multiorganica”.
L’altro decesso verificatosi presso la
Il terzo caso porta al 7 gennaio 2025. Il detenuto P.A., entrato in carcere nel giugno del 2024, e stato trovato sdraiato sul letto e coperto completamente dalle lenzuola, con il volto all’interno di un sacco utilizzato per il pattume che conteneva un fornellino con una bomboletta di gas aperta di cui si avvertiva un forte odore nella camera. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti alcuni manoscritti indirizzati alla madre del detenuto e a un ex detenuto che era stato poi collocato presso una Comunità e che aveva condiviso per un periodo la camera presso altra sezione; inoltre un messaggio in cui preannunciava il gesto estremo.
'Per tutti e tre gli eventi - ha specificato il ministro Nordio - la Direzione generale dei detenuti e del trattamento ha provveduto a dare mandato al competente Provveditorato di svolgere un’indagine ispettiva interna, volta ad accertare circostanze, modalità e cause dei gesti anticonservativi posti in essere dai tre nonché per verificare se siano state attivate tutte le procedure operative per cogliere i possibili rischi suicidari. Allo stato - ha concluso il ministro - si è in attesa di ricevere i relativi esiti'
Nella foto la deputata del MoVimento 5 Stelle Stefania Ascari è il ministro della giustizia Carlo Nordio.




