Immediata la risposta dello stesso Corti.
'Il presidente Bonaccini mi accusa di scarsa cognizione di causa per aver chiesto conto dei tempi di erogazione del riconoscimento promesso a soccorritori, medici specializzandi e volontari che si sono spesi nei mesi dell'emergenza sanitaria. Nel farlo Bonaccini stesso snocciola i dati dei fondi accantonati e afferma di essere al lavoro per condividere con associazioni e università i modi dell'erogazione. I dati sui fondi in Emilia sono noti, mentre di fatto constatiamo come Bonaccini non abbia una risposta certa sui tempi necessari affinchè i beneficiari possano godere di quanto promesso. Questo è un dato di fatto e ne prendiamo atto, al di là dei soliti modi inutilmente presuntuosi del governatore emiliano - afferma Corti -. Infine Bonaccini mi sfida a citare analoghe iniziative da parte di altre Regioni. Ricordo che la Lombardia ha stanziato 223 milioni di bonus per medici, infermieri e operatori sanitari: 100 milioni dalle Risorse aggiuntive regionali e 123 (di cui 41 nazionali) come bonus straordinari. I soldi arriveranno nelle tasche degli operatori lombardi nella busta paga di giugno. In Emilia Romagna parliamo complessivamente di 65 milioni per i famosi mille euro per medici e infermieri a cui si sommano appunto i 3,5 milioni di euro (2,3 con decreto di Bonaccini, 1 da risorse straordinarie e 354mila per il volontariato) per soccorritori e specializzandi. Sui tempi di erogazione di questi ultimi fondi nulla si sa. Ecco il confronto, caro Bonaccini'.



