Grazie alla disponibilità di 7 medici volontari coordinati dal dott. Giorgio Verrini e di altri 4 volontari che si occuperanno di curare l’accoglienza e l’attività di segreteria, il Centro rivolto a tutti coloro che non sono iscrivibili al servizio sanitario nazionale e che non hanno un medico di famiglia (persone senza dimora, persone senza permesso di soggiorno, richiedenti asilo ecc.), prevede in fase di avvio un’apertura a settimana che si stima sarà rapidamente ampliata a 2, 3 aperture settimanali. Il Centro è sito nei locali messi a disposizione da Porta Aperta Carpi, in dialogo con gli altri servizi messi in campo da questa associazione.
«La realizzazione del Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora anche a Carpi è stata possibile grazie alla guida e alla collaborazione di Porta Aperta Modena, la disponibilità e il sostegno di Ausl e dell’amministrazione comunale di Carpi, e grazie all’impegno e la passione dei volontari che si sono fatti coinvolgere con entusiasmo ed hanno messo a disposizione tempo e competenze - afferma Omar Sala, presidente Porta Aperta Carpi - Un ringraziamento speciale ai medici che hanno creduto e si sono immedesimati nel progetto, facendoci dono delle loro competenze e della loro umanità: questo non sarà solo uno studio medico, ma un vero centro per la salute».
«Ringraziamo anche Laboratorio Test di Modena per la donazione di un ecografo che abbiamo destinato a questo nuovo ambulatorio – dice Alberto Caldana, presidente Porta Aperta Modena – Con l’apertura anche a Carpi e le esperienze a Vignola, Formigine e Sassuolo su cui stiamo lavorando, il Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora sta diventando un presidio sanitario e sociale sempre più significativo per il territorio, dove accanto alla cura c’è l’ascolto e la presa in carico di ogni singola persona».
«Siamo molto soddisfatti che un progetto che avevamo in animo da molto tempo trovi finalmente realizzazione – dichiara Tamara Calzolari, assessora Comune di Carpi con delega ai Servizi Socio Sanitari - L'Amministrazione lo sostiene perché rafforza la risposta sanitaria per persone in situazione di difficoltà sia italiane che straniere che sono presenti sul nostro territorio, che non possono usufruire pienamente del servizio sanitario nazionale.
«Siamo molto contenti dell'apertura di questo ambulatorio a Carpi, un presidio di prossimità che mira a garantire assistenza sanitaria alle categorie fragili, affinché nel percorso di cura non venga lasciato indietro nessuno – sottolinea Stefania Ascari, Direttrice del Distretto di Carpi - Il progetto nasce grazie a un'importante sinergia sul territorio, con la collaborazione tra Azienda USL, medici volontari del Distretto di Carpi, Porta Aperta Modena e la rete dei servizi sociosanitari: ancora una volta la dimostrazione che l'unione fa la forza e che questa comunità ha a cuore l'accoglienza e la sensibilità verso le fragilità.


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