'Le dichiarazioni del sindaco e del capogruppo consiliare Dem chiudono in realtà il confronto con i comitati e le associazioni che contestano in radice l’intervento di edificazione nella vasta area verde tra Via Morane e Via Vaciglio. Vogliono cioè che verde rimanga. sindaco e capogruppo Dem pongono invece la pregiudiziale della irrevocabile destinazione edificatoria, e in quella elevata misura, per aprire la discussione su dettagli esecutivi di mitigazione dell’impatto e di migliore efficienza del modello di mobilità. Dunque per comitati e associazioni il confronto neppure può aprirsi e se fosse stato avviato immediatamente si è chiuso'. Così Italia Nostra Modena interviene oggi nello scontro sulla costruzione di 550 case in via Vaciglio.
In particolare l'associazione presieduto da Giovanni Losavio smentisce l'ipotesi ventilata da Fabio Poggi e Andrea Bortolamasi e dallo stesso sindaco Giancarlo Muzzarelli (che parla frequentemente di 'diritti acquisiti') secondo cui non costruire le case bloccando il progetto costerebbe 250-300 euro a ogni famiglia modenese. Una minaccia usata come risposta alla biciclettata per dire no al cemento.
'Non convince affatto la evocata prospettiva di un onere economico insostenibile per l’amministrazione comunale se fosse accolta la proposta dei 5Stelle per l’annullamento in autotutela del piano attuativo originario.
Se ce ne fossero le condizioni (illegittimità della deliberazione al riguardo che per altro il Comitato tra i residenti allora fece valere con il ricorso al TAR, ancora pendente) il Comune non dovrebbe sborsare un solo euro, nessun diritto può fondarsi su un provvedimento illegittimo - afferma Italia Nostra -. Comprendiamo che riesce difficile ai nostri amministratori riconoscere la illegittimità del PUA approvato dalla omogenea giunta nel trascorso mandato. Ma la legge sul procedimento amministrativo mette a disposizione del Comune lo strumento della revoca anche per nuova valutazione dell’interesse pubblico originario (art. 21quinquies legge 241/1990) e al privato che la subisce è riconosciuto il mero indennizzo pari alle spese, documentate, affrontate nel giustificato affidamento sulla praticabilità della operazione. Non ha quindi alcun fondamento l’avventato allarme lanciato (per spaventare e far tacere) dal capogruppo Dem sulla insostenibilità economica per le casse civiche, e infine per la stessa comunità, di un risarcimento da lui valutato in oltre trenta milioni di euro, maliziosamente prospettato come un regalo (proprio da voi la proposta) per i costruttori'.


