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Caso Segre a Modena, Corti difende i consiglieri Lega rimasti seduti

Caso Segre a Modena, Corti difende i consiglieri Lega rimasti seduti

'Una volta condannata ogni forma di regime, nazista, fascista o comunista, non si capisce perché evocare la Shoah legandola a una battaglia politica'


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Risuona ancora nell'aula del Consiglio comunale di Modena la decisione di 4 consiglieri Lega (Baldini, De Maio, Bertoldi e Prampolini) di non alzarsi in piedi per rendere omaggio alla senatrice Segre, simbolo vivente dell'orrore dell'Olocausto. Una scelta che ha spaccato il gruppo Lega a Modena (opposta la decisione dei restanti tre consiglieri Bosi, Santoro e Moretti) ma che oggi viene difesa dal senatore modenese del Carroccio Stefano Corti.

Senatore, ieri quattro consiglieri comunali di Modena su sette non si sono alzati per esprimere solidarietà alle minacce e offese ricevute da Liliana Segre. Non era in discussione una mozione politica, ma semplicemente si trattava di esprimere vicinanza a una delle ultime donna ancora in vita sopravvissuta all'Olocausto. Lei come si sarebbe comportato?
'Io mi sono astenuto in Senato sulla Mozione e lo rifarei. In Parlamento non era in discussione la solidarietà alla Segre, ma la volontà da parte della sinistra di imbavagliare il dissenso, strumentalizzando la figura di Liliana Segre. La Commissione Segre rappresenta una censura a ogni critica tacciandola per 'razzismo' e spalancando le porte a una sorta di stato di polizia che ricorda il totalitarismo del Grande Fratello.
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Se rimarcare la difesa della libertà di pensiero in modo civile e educato è razzista, spero di essere il primo senatore messo in croce da questa Commissione orwelliana. La Lega non deve avere paura di dire questo. Dopodiché il voto di ieri in Consiglio comunale a Modena si inserisce in questo contesto, con qualche precisazione'.
 
Quali precisazioni?
'Capisco la scelta dei consiglieri Lega di non alzarsi perché, come detto, si inserisce nella presa di distanza dal modo con cui la sinistra strumentalizza il percorso di sofferenza della Segre. Detto questo io probabilmente mi sarei alzato rimarcando come la solidarietà alla senatrice Segre sia da estendere a tutti coloro che sono vittime di odio ingiustificato. La sinistra che pretende, giustamente, solidarietà verso le vittime degli orrori della seconda guerra mondiale, è la stessa sinistra che non spende una parola per condannare le minacce subite oggi dal leader della Lega Matteo Salvini. Ogni giorno Salvini riceve centinaia di minacce social e nelle piazze, ultima quella di Parma, da parte della sinistra o dei centri sociali, perchè queste dovrebbero essere tollerate? Perchè non vi è solidarietà unanime nei suoi confronti? Lei crede che con questa precisazione i colleghi consiglieri Pd avrebbero continuato ad applaudire?'
 
Liliana Segre è una delle ultime testimoni della Shoah, di fronte a quell'Orrore il rispetto e la Memoria non crede debba travalicare lo scontro politico?
'Certo che lo credo.
E proprio per questo penso che la sinistra usi strumentalmente la senatrice. Negare l'Olocausto è semplicemente folle e l'antisemitismo è demenziale. Una volta condannata ogni forma di regime, nazista, fascista o comunista, non si capisce perchè evocare la Shoah legandola a una battaglia politica legata a una Commissione parlamentare'.
 
Liliana Segre oggi è sotto scorta, non rappresenta questa una sconfitta per l'intero Paese?
'Massimo rispetto per la vicenda umana e per la sofferenza patita dalla Segre. Il fatto che Liliana Segre sia costretta oggi a muoversi sotto scorta è un fatto che mi addolora profondamente. Da senatrice a vita credo possa essere contestata politicamente senza per questo evocare una lesa maestà. Ricordo che la Lega chiede l'abolizione dei senatori a vita: io sono stato eletto con 85mila 780 preferenze, i senatori a vita invece si trovano in Parlamento senza preferenze e il loro voto vale quanto quello degli eletti. Nulla c'entra questa posizione politica che la Lega rivendica, con le offese e le minacce che, lo ribadisco, vanno sempre condannate'.

Leo
 
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